Sicurezza
Lenzoni contro Rossi: Sui ticket legge vergogna
L’infermiere sindacalista che pagò gli esami a una donna senza soldi contesta anche la Cgil: «Mi vogliono vietare di attaccare pubblicamente il Pd»
MONTIGNOSO. L’infermiere Marco Lenzoni, sindacalista Cgil, attacca il governatore Enrico Rossi e il Partito democratico. E per questo il suo sindacato lo bacchetta: «Non puoi attaccare il Pd pubblicamente». Ma Marco, naturalmente, va per la sua strada. Motivo del contendere è l’attuazione della delibera di giunta della Regione Toscana che tra le varie direttive prevede il pagamento anticipato delle prestazioni sanitarie e il conseguente rifiuto delle stesse nel caso in cui un cittadino non esente non possa permettersi al momento di fare fronte alla spesa del ticket richiesto. «La Regione - scrive Lenzoni - mette sullo stesso piano il pagamento per un ticket sanitario al pagamento per il servizio fognario, questo è il livello di sanità che Rossi e la sua giunta ci hanno dato».
E aggiunge: «Nel commentare questa legge vergognosa che colpisce la stragrande maggioranza delle persone che a stento arrivano alla fine del mese ho denunciato con forza le responsabilità della giunta regionale toscana guidata dal Pd. Altro che modello toscano della sanità sul quale il governatore Rossi ha costruito la sua campagna elettorale. La sanità in Toscana fa acqua da tutte le parti, cala la maschera per presentarsi per come è: o paghi o vai a casa. I tagli ciechi e indiscriminati sono solo un aspetto della catastrofe, ci sono ammanchi e perdite ingiustificabili che da sole superano per gravità i tagli di Roma. Purtroppo sono stato per questa mia pubblica accusa ripreso dal mio sindacato, mi è stato detto che un iscritto alla Cgil non può accusare il Pd a nome della Cgil. Io credo che invece sia vero il contrario anzi per questo voglio denunciare con ancora più forza l'operato della giunta del Partito democratico che siede alla Regione. La giunta regionale Toscana guidata dal Pd ha inferto alla popolazione un vergognoso colpo che andrà a compromettere la salute pubblica di centinaia di migliaia di donne, uomini e bambini, la stragrande maggioranza della popolazione che a stento non arriva o non arriva proprio alla fine del mese ma che non per questo gode di esenzioni».
E conclude: «Quello che è sindacalmente sbagliato e scorretto non sono le mie dichiarazioni di accusa contro il Pd, è sbagliato e scorretto il silenzio della Cgil rispetto a questa delibera, è sbagliato non intraprendere per il diritto alla salute una lotta a tutto campo senza tregua, è sbagliato non indicare i nomi dei responsabili di questo sfacelo e di queste disgrazie, è sbagliato non lottare per cacciare i responsabili di questo disastro. Come lavoratore ho il dovere di fare i nomi dei responsabili di questa sciagurata delibera, come appartenete al sindacato il mio dovere è doppio, i nomi dei responsabili di questo scempio. È evidente che il caso che ho sollevato a gennaio pagando il ticket a una utente è stato rimosso dal Pd che non solo non ha fatto niente per intervenire, ma ha anzi "certificato" le direttive Asl per legge. Chiedo al mio sindacato di spalancare le finestre alla primavera, il pagamento posticipato è il minimo che si possa fare per continuare a definire questo mondo vagamente civilizzato. Spero che questa "lavata di panni sporchi" in piazza possa servire a rialzare la testa, la crisi che stiamo vivendo è una opportunità preziosa di cambiamento, il sindacato deve tornare ad essere il punto di riferimento della resistenza popolare contro gli effetti devastanti della crisi altro che "salamelecchi" al Pd».
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