Il Tirreno

Eaton, sit-in a oltranza per Rossi

Eaton, sit-in a oltranza per Rossi

Gli ex lavoratori annunciano per martedì l’occupazione pacifica del consiglio comunale

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MASSA. Si siederanno ai banchi del prossimo consiglio comunale di martedì 12 marzo e promettono di non rialzarsi più finché il presidente della Toscana non sarà venuto a Massa a parlare con loro. Gli ex operai della Eaton annunciano l’ennesima forma di protesta pacifica per tenere accesi i riflettori sulla loro vertenza dopo che ieri Enrico Rossi, atteso in città nel pomeriggio per un incontro con loro, ha dato forfait perché bloccato a Firenze per motivi di salute.

Amareggiati per il mancato incontro, gli ex Eaton si sono comunque riuniti in assemblea tra di loro nella sala del consiglio, ormai prenotata per il faccia a faccia con Rossi, e che ogni settimana, da quando la fabbrica ha chiuso, li vede riunirsi.

A quattro anni e mezzo dalla chiusura dello stabilimento della multinazionale americana, stanno ancora aspettando una soluzione che li tiri fuori dalla disoccupazione. E la soluzione, secondo loro, è che la Regione acquisti l’area per poi cederla a condizioni favorevoli a un imprenditore disposto a investirci e ad assumere gli ex Eaton. La Regione si era impegnata a farlo attraverso Fidi, poi però la Banca d’Italia ha impedito alla finanziaria controllata dalla Regione di intervenire con capitale proprio in operazioni di “salvataggio” e sostegno alle imprese, come nel caso di Eaton.

La Regione ha dunque studiato un “piano B”, fatto di sostegni importanti per favorire la reindustrializzazione dell’area: finanziamenti a tasso zero con un plafond di 6 milioni per il 2013, rilascio di garanzie da parte di Fidi Toscana con una disponibilità di altri 3 milioni, abbattimento dell’Irap, aiuti per la creazione di infrastrutture di risparmio energetico e di accesso, intervento di garanzia della Regione sulle richieste di accesso al credito. In più, un rifinanziamento, con 13 milioni, del bando di incentivi per nuove assunzioni, che significa una dote di 12mila euro per ogni posto di lavoro creato.

Il pacchetto di proposte è stato annunciato un mese fa, ma ancora niente si è mosso. E, il motivo, gli ex Eaton vogliono chiederlo proprio a Rossi. «Siamo convinti che la soluzione passi per l’acquisizione dell’area, o per lo meno questa è la speranza», spiega Giovacchino Pitanti, ex Rsu. L’area, nel 2008, è stata stimata 17 milioni di euro. «Ma i tempi sono strettissimi – prosegue – e certo i nostri tempi non combaciano con quelli della politica. Vogliamo capire da Rossi perché ancora la Regione non ha comprato l’area. Vogliamo incontrare Rossi per fargli questa domanda».

E per far questo l’assemblea dei lavoratori ha approvato ieri una strategia, già sperimentata la scorsa settimana: occupare il consiglio comunale.

«Non è una vera occupazione – spiega Michele Folloni, anche lui ex Rsu – ma è semplicemente una partecipazione che ci vedrà seduti ai banchi del consiglio finché Rossi non deciderà di incontrarci».

Il presidente ha promesso di incontrarli a Massa sabato 16 marzo. «Ma se viene prima – concludono – è anche meglio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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