Sicurezza
Candidati: in pista Dalle Luche e Caruso
Verso le elezioni: si allunga la lista degli aspiranti sindaci, nell’area di centrodestra ecco due discese in campo «di peso»
MASSA. Un notaio in Comune? Dario Dalle Luche, 72 anni notaio dal 1970, professionista affermato e notissimo (è tra l’altro autore di molti dei rogiti delle Rta trasformate in appartamenti finite nelle inchieste della procura), ci prova. “Il coraggio di cambiare” si chiama la lista civica che ha promosso insieme a un gruppo di amici e sostenitori – tra cui Rodolfo Grassi, giornalista, ex firma del Corriere, ora direttore di Diana; e Franco Frediani, cultore di storia locale – e che lo accompagnerà nella corsa alle elezioni per il sindaco del prossimo maggio.
Ieri mattina la presentazione ufficiale, nel suo studio di via Chiesa, con disvelamento del logo della lista (dove campeggia la foto di uno die leoni di piazza Aranci), con parterre di pubblico fatto perlopiù di imprenditori e professionisti, con un programma già pronto e con un annuncio slogan. «Questa città mi ha dato tanto, mi ha dato lavoro e anche agiatezza economica. Ora è tempo di restituire, mettendomi a servizio dei cittadini, per ridare ad essi il coraggio di cambiare. Rinuncerò all’emolumento che spetta al primo cittadino, lo devolverò in un fondo di solidarietà per i meno abbienti. E abolirò le auto blu».
Una novità per la città, comunque. La candidatura di Dalle Luche si connota chiaramente come un’alternativa “moderata” ai governi di sinistra e centrosinistra che dal dopoguerra siedono a palazzo civico – il riferimento ai «grandi politici che la città ha avuto: Del Nero, Negrari, Guidoni (tutti notabili democristiani ndr.)», che il notaio fa a inizio presentazione è eloquente – ma sembra anche muoversi fuori dai perimetri delle forze politiche di centrodestra.
«Ho le mani libere, non subisco condizionamenti politici o di altro genere. Mi sento forte perchè sono libero», dice. Poi, forse a smentire il luogo comune del notaio che usa linguaggi ampollosi e incomprensibili, si lancia in un attacco agli avversari proprio sul linguaggio politico: «Leggo nei programmi di altri candidati, professori, gente colta, frasi come “rivitalizzare il tessuto imprenditoriale molecolare”; “il turismo deve declinare il territorio”; “deperimetrare il Sin”. Ma come si può pensare di governare usando formule così incomprensibili? Noi cambieremo passo, abbandoneremo il linguaggio dell’arroganza, daremo uno stile nuovo alla politica semplice, chiaro, corretto». Infine, la frase che scatena gli applausi in sala: «Vogliamo vincere, manderemo a casa questi politici». Più dei programmi, aggiunge, «contano le persone. Più che grandi promesse e progetti irrealizzabili,Massa ha bisogno di un sindaco concreto, che risolva i problemi della gente».
Un’occhiata al programma in 24 sintetici punti chiarisce comunque altre cose. No al porto turistico al Lavello, no alla cementificazione di Riva dei Ronchi, un centro polifunzionale turistico (e non il museo di archeologia industriale) alla Filanda di Forno. No al distretto sanitario in zona stazione, istituzione del vigile di quartiere. E anche più spiagge libere. La sfida è lanciata.
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