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«Basta giochetti e diatribe interne io sono l’alternativa»

«Basta giochetti e diatribe interne io sono l’alternativa»

MASSA. Stefano Caruso contro la “maledizione del Pdl che non vince mai”. Sarà lui, il capogruppo del Popolo della libertà in consiglio comunale, a cercare di vincere i paradosso del centrodestra...

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MASSA. Stefano Caruso contro la “maledizione del Pdl che non vince mai”. Sarà lui, il capogruppo del Popolo della libertà in consiglio comunale, a cercare di vincere i paradosso del centrodestra massese che – prendiamo ad esempio le elezioni del 2008 – nello stesso giorno ottiene il 34,5% alle Politiche e il 19,8% perdendo nelle urne, dall’una all’altra consultazione, più di 7mila voti.

Caruso ha ufficializzato la sua candidatura ieri mattina, con una presentazione “di attacco” puntata sì a infondere fiducia in un elettorato che alle amministrative guarda con rassegnazione – «abbiamo persone e capacità per vincere le elezioni» – ma che è apparsa soprattutto come un gesto mirato a dare uno scossone al partito e a superare gli ormai annosi dissidi nel fronte berlusconiano (e dintorni) massese. Un regolamento di conti interni, detto altrimenti.

«Ho deciso oggi di uscire allo scoperto e di propormi come candidato a sindaco per il centrodestra – ha detto – anche se in realtà questa volontà era già stata formalizzata il 17 dicembre scorso, termine ultimo fissato dal commissario straordinario del Pdl Franco Mugnai per la presentazione delle candidature. Da parte di altri, però, si è furbescamente giocato dalle retrovie chiedendo le primarie ma senza avere il coraggio di schierarsi apertamente. La gente chiede nomi, vuole conoscere i nostri programmi, ma il nostro partito continua con schermaglie sterili a disamorare la gente». Ebbene, Caruso vuole cambiare stanare questi avversari: «La mia candidatura che, ripeto, è l’unica ufficiale presentata al partito nei termini fissati, costringerà gli altri candidati a uscire allo scoperto».

Quarantasette anni, professione finanziere, Caruso mette tutti i suoi cento chili (per 1 metro e 94 di altezza) di energia in questa battaglia per un Pdl vincente e contro chi “rema contro” nel suo stesso schieramento. «Il tempo stringe, le elezioni si avvicinano, i nostri avversari si organizzano, non è più tempo di diatribe. La mia disponibilità alle primarie resta, ma riproporre ancora questioni di statuto, di regole, significa soltanto continuare a giocare a perdere».

Ma Caruso deve affrontare anche la questione della diaspora del centrodestra. Gli ex di An del Pdl, Corrado e Alessandro Amorese. Marco Guidi e altri, sono entrati in Fratelli d’Italia, il movimento che fa capo a Giorgia Meloni (in verità uscito malconcio dalle elezioni di febbraio) e Stefano Benedetti di Destra per Berlusconi sta preparando una sua lista. Per non parlare della discesa in campo di Dalle Luche, che sembra parlare principalmente a un elettorato di centrodestra. «Apriremo consultazioni con le altre forze politiche, cercheremo di stringere alleanze, è certo», dice il candidato sindaco.

E il programma elettorale? «È pronto, in un file di computer, ed è un bel programma, accompagnato da un percorso di partecipazione che ci darà consenso in città. Lo presenteremo nei prossimi giorni». Prima c’è da vincere la battaglia contro “chi gioca a perdere” nel Pdl.(c.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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