Il Tirreno

Ai nastri di partenza le briglie anti alluvione

di Cinzia Carpita
Ai nastri di partenza le briglie anti alluvione

Sopralluogo sui canali di Bonascola della commissione lavori pubblici Opere maggiori sul Botria ma situazione più complessa sullo Spondarella

3 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. Le briglie della salvezza: sono la soluzione tecnica al monte, oggi più che mai considerata vincente, l’antidoto o uno degli antidoti più forti agli effetti devastanti delle alluvioni che trascinano a valle massi e tronchi facendo “scoppiare” i torrenti; lo strumento utile anche per controbilanciare le difficoltà in alcune zone del territorio, ad eliminare le tombature.

Di certo, nuove tombature non saranno più consentite, e dove possibile saranno smantellate quelle esistenti.

Sopra Bonascola, di briglie selettive, o “trappole” per i tronchi, ne saranno messe quattro, una per ciascuno dei 4 canali: Botria, Acquafiora, Montelivero e Spondarella. E su tutto il territorio nel reticolo idrico martoriato dalle alluvioni, ne saranno collocate più di venti.

Proprio per fare il punto sulla situazione di Bonascola a 4 mesi dalla prima micidiale bomba d’acqua (la notte fra il 10 e 11 novembre 2012) la commissione lavori pubblici presieduta da Luca Barattini, ha effettuato un sopralluogo, con l’assessore Massimiliano Bernardi e l’ing. Nicola Festa del Comune.

In particolare la commissione si è soffermata sul canale Botria poco sopra Ca’ Michele. La tombatura a novembre è stata tappata da quintali di tronchi e il canale è esondato invadendo la strada che scende fra l’abitato, provocando danni a case e ad attività produttive. Il canale è stato risistemato con lavori di somma urgenza. Via i tronchi, via la tombatura intasata, fatti argini con massi di marmo allargando la sezione idrica. L’operazione ha consentito anche di stabilizzare il fondale. Il cantiere è ancora transennato. Il Botria, l’Acquafiora e il Montelivero hanno caratteristiche analoghe, e a monte verranno posizionate briglie con le parti superiori a pettine, che permetteranno lo scorrimento delle acque ma afferreranno tronchi, vegetazione e massi impedendogli di finire a valle. Le opere più consistenti di messa in sicurezza dovrebbero riguardare il Botria, ma risulta più complessa quella per il canale di Spondarella, dove ci sono tombature fra giardini e terreni e dove la sezione è più stretta. Inoltre il fosso, ha detto Festa, era sparito dalla mappe catastali (ma c’è in quelle storiche): una questione fra Comune e privati. «Le due briglie che ci sono sul Montelivero, – ha detto Bernardi – hanno già impedito gravi danni lo scorso novembre. Mentre per quanto riguarda il Botria, a seguito dell’allluvione sono stati estratti dalla tombatura alberi di 4 o 5 metri». Inoltre l’ing. festa ha spiegato alla commissione che nella parte alta dell’impluvio c’è una via sterrata fra la Foce e Massa: là si sono verificate frane. Il terreno scosceso non si presta ad essere coltivato, e i pini che ci sono quando cadono naturalmente, restano là. Non ci arriva neppure la Comunità montana, oggi Unione Comuni Montana Lunigiana. Per facilitare la manutenzione e il monitoraggio dei canali di Bonascola nei tratti che scorrono sotto la rete stradale nell’abitato, verranno scavati “pozzi” da cui accedere con “talpe meccaniche” . Sopra l’argine a “scogliera” sul Botria ci sarà una scarpata a verde e più a valle in cemento armato.

Tute le nuove briglie a monte, saranno accessibili e visibili da tutti, e quindi i cittadini potranno segnalare direttamente eventuali problemi. Sul canale Acquafiora, saranno fatti interventi anche sui ponticelli. Entro fine marzo dovrebbero partire i lavori a Bonascola, e ci vorranno 4 o 5 mesi per ultimarli. La commissione ritiene poi indispensabile la manutenzione di competenza dell’ente montano. La pulizia delle briglie sarà oggetto di incontri fra Unione Comuni, Comune di Carrara e Amia.

«Vanno create le condizioni per la sicurezza dei cittadini – ha detto Barattini – ma occorrerebbe anche che le competenze della gestione dei corsi d’acqua passassero ad un unico soggetto, ad esempio al Comune. Non è possibile che per un canale la gestione sia divisa fra Comune, Provincia e Regione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web