La manifestazione
Pucci: pronto a fare un passo indietro
«Rinuncio a candidarmi se c’è l’accordo di tutto il centrosinistra sul programma». Nel Pd spunta il nome di Marco Carducci
MASSA. Pronto a fare un passo indietro, cioè a non ricandidarsi a guidare la città, in nome dell’unità del centrosinistra. Il sindaco Roberto Pucci rilancia il dialogo con il Pd dicendosi disponibile a “liberare il tavolo” dalla sua (ingombrante, va detto) presenza. A patto che si trovi un accordo sul programma fra tutte le forze del centrosinistra – vale a dire tra la sua maggioranza (Sel,Udc, Api, 28 Aprile) e i Democratici (più Idv, più Rifondazione, più Verdi) – che sia «condiviso» e che non butti a mare l’esperienza dei suoi ultimi cinque anni di governo di palazzo civico.
Questa disponibilità al confronto, l’esigenza di trovare un’intesa e un percorso comune, è da tempo che viene ripetuta dai pucciani. Solo che il principio da essi enunciato: prima il programma, poi la scelta del candidato, non è stata finora accolta dal “tavolo” del centrosinistra che è andato avanti finora senza il gruppo Pucci. Ora, a meno di un mese dalla data indicata per le primarie di coalizione (7 aprile) ecco il rilancio. Dettato a quanto pare da due ordini di ragioni. Il risultato delle politiche, in primis, che non è stato certo un trionfo per il Pd (anche a livello locale), che ha portato alla rielezione di Rigoni e all’entrata in Parlamento della vicesindaca Martina Nardi – riassestando posizioni e poteri personali – e che, soprattutto, ha mostrato come il Movimento 5 Stelle sia una forza in grado di “prendersi la città”. Con il 29% dei conensi in città (primo partito) e con il vento in poppa, i grillini possono correre per avere il sindaco (anche se le dinamiche delle elezioni comunali sono diverse da quelle nazionali). Dall’altra parte, da casa Pd arrivano segnali nuovi, di distensione e consapevolezza che la frammentazione del centrosinistra rischia di fare vincere i 5Stelle.E, soprattutto, i pucciani sono convinti che i Democratici abbiano difficoltà a trovare un candidato autorevole, abbastanza forte da imporsi alle perimarie su Fabioe Evangelisti ed Alessandro Volpi e, pi, in un’eventuale sfida con Pucci.
Da qui la decisione della coalizione di ribadire, a sua volta, la disponibilità a trovare un’alleanza «per il bene della città». Con una postilla, però: «Se non ci saranno le condizioni, noi non smobilitiamo. La maggioranza Pucci sarà comunque alle elezioni».
Intanto, proprio dall’area Pd spunta un nome nuovo in questo infinito “toto sindaco”. Quello di Marco Carducci, avvocato, presidente della commissione dei garanti del partito, revisore dei conti del Comune ai tempi di Fabrizio Neri, considerato molto vicino al deputato Andrea Rigoni. Sarà lui l’uomo della sintesi politica, e magari il “pontiere” della riappacificazione con i pucciani? Difficile dirlo. Di sicuro non aiuta un precedente: Carducci, in quaolità di probiviro gestì la questione della negazione del voto alle primarie (quelle tra Bersani e Franceschini) al sindaco e agli arancioni. E difficile è anche capire – al mom,ento – quali e quanti saranno i candidati del Pd alle primarie. Ugolotti ha avviato consultazioni per capire se è possibile arrivare a un solo nome.Ma Lara Venè è già in campo, Norberto Ricci pare non voler rinunciare, a loro si aggiunge, forse, l’avvocato Carducci, mentre altri sarebbero sulla pista di lancio. Insomma, i giochi sono ancora apertissimi, il dibattitoa ha bisogno dei suoi tempi.
(ha collaborato Manuela D’Angelo)
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