Il Tirreno

«Intervenga il governo»

«Intervenga il governo»

L’appello ai parlamentari apuani per lo stato di calamità

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MASSA. A pochi mesi dall’estate, molti stabilimenti balneari rischiano di non poter aprire perché non hanno più spiaggia dove piantare gli ombrelloni. Un danno economico gravissimo per tutto il territorio, oltre che una ferita non rimarginabile per la natura. Una vera emergenza. Una calamità.

Ed è proprio lo stato di calamità e d’emergenza che il signor Umberto Nesi invoca dallo Stato. «A mio avviso – spiega – con un’attività congiunta e condivisa, le neoparlamentari Martina Nardi di Sel, Laura Bottici e Sara Paglini del Movimento 5 Stelle e il deputato Andrea Rigoni del Pd, dovrebbero dovrebbero inoltrare la richiesta, per ottenere se non il risarcimento dell’immenso danno subito dal 1942 al 2013, almeno una esenzione ventennale di Irpef, Ires, Ilore e Imu».

Nesi parla da cittadino perché, dice, il problema dell’erosione non è solo un problema dei balneari ma di tutta la comunità. Tra le sue proposte, istituire una “agenzia conservatoria delle coste apuane”, creare un fondo di indennizzo per chi subirà danni economici a seguito di nuove mancate soluzioni. «In caso di insuccesso gli “esperti” dovrebbero restituendo i compensi».

Infine, più che un suggerimento, una parola di buon senso. «Prolungando all’infinito queste scogliere sarebbe un peccato insanabile vedere, fino a Forte dei Marmi e oltre, la costa distrutta. Dopo tanti soldi spesi invano, solo con un piano integrato di gestione della costa, una visione strategica comune, si può arrivare a una soluzione definitiva». (f.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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