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Parco eolico di Zeri, lavori bloccati

Parco eolico di Zeri, lavori bloccati

La società costruttrice Fara di Milano mette in sicurezza il cantiere in attesa dell’udienza del Tar fissata al 21 marzo

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ZERI. Non c’è pace per il parco eolico in costruzione sul monte Giogallo: il Tar della Toscana ha infatti accolto il ricorso del Wwf, fissando al prossimo 21 marzo quella che in pratica sarà la prima vera udienza e, a seguito di tale decreto, la Fera srl (Fabbrica energie rinnovabili alternative), la ditta di Milano che sta realizzando l’opera, ha messo in sicurezza i cantieri, in attesa, appunto del 21 marzo.

A tale proposito, la posizione della Fera srl: «Il decreto del Tar Toscana comporta la sospensione cautelativa delle attività di cantiere ed è stato rilasciato “inaudita altera parte”. La domanda cautelare verrà discussa in contraddittorio tra le parti nella camera di consiglio del 21 marzo prossimo. Fera confida che verrà riconosciuta la legittimità del progetto, presentato nel pieno rispetto delle prescrizioni e autorizzato con decreto della Regione Toscana nel maggio dello scorso anno. La sospensione dell’attività di cantiere colpisce, oltre a Fera, le ditte locali che collaborano alla costruzione. E ha ricadute sulla collettività, in quanto il ritardo nella realizzazione del parco eolico determina una riduzione del fatturato per via delle riduzione degli importi dell’energia prevista dai decreti attuativi. Di conseguenza, subiranno un’importante riduzione anche le somme che Fera si è impegnata, con convenzione, a corrispondere al Comune e che sono destinate a iniziative per la collettività».

Tra le iniziative citate dall’azienda, anche quella della manutenzione eseguita da tempo sulla strada che da Albareto di Parma sale al Passo dei Due Santi, precisamente agli impianti sciistici di Zum Zeri. Una manutenzione che, però, precisa la Fera srl, «continuerà malgrado il fermo dei cantieri, dato che sono centinaia i turisti che hanno raggiunto direttamente le piste da sci, il tutto in condizioni sicure per quanto concerne la viabilità, dato che la nostra azienda si è impegnata per liberare tale strada dalll grande quantità di neve e ghiaccio che questo rigido inverno ha prodotto».

La Fera srl prevedeva di chiudere il cantiere entro l’estate, malgrado, appunto, le condizioni climatiche davvero avverse registrate da novembre a ora. Si tratta della costruzione di 5 delle 7 pale eoliche in precedenza previste, due delle quali bloccate dall’Asbuc di Zeri dato che ricadevano nel territorio di sua competenza.

Un progetto comunque consistente, dato che “Il vento di Zeri” produrrà energia corrispondente, sempre secondo i dati forniti dalla Fera srl, a quasi 25mila barili di petrolio, con un risparmio, per il bilancio nazionale, di quasi 2 milioni di euro all’anno. C’è poi il fattore della riduzione delle immissioni inquinanti in atmosfera: si parla di migliaia di tonnellate di anidride carbonica, ossidi di azoto e monossido di carbonio. Adesso però la questione passa nelle mani del Tar che dovrà decidere se dare ragione agli ambientalisti o ai propugnatori di nuove energie.

Fabrizio Palagi

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