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Pappagallo rapito, il proprietario: "Senza di me muore"

Pappagallo rapito, il proprietario: "Senza di me muore"

Una grande ara scompare da un autosalone di Massa. Sui muri e sul pavimento del locale i ladri hanno lasciato una firma: la scritta “Alf”. L'appello disperato del proprietario: "Riportatemi Garibaldi"

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Garibaldi ha 10 anni, è blu e giallo. Parla, o - almeno - dice ciao-ciao e ripete nomi. Garibaldi è un grande ara “ararauna” brasiliana (nella foto); un pappagallo, insomma. Garibaldi viveva in una voliera nell’autosalone Car Shop di viale Mattei, poco distante dal cantiere del nuovo ospedale. La notte scorsa è sparito: è stato rubato, rapito o forse “liberato”. Uno strano caso quello accaduto nel piazzale del concessionario di vetture. Qualcuno, in piena notte, ha scavalcato il muretto di cinta, ha tagliato la gabbia e portato via il pappagallo. Null’altro è stato rubato o danneggiato. Sui muri e sul pavimento del locale, però, i ladri di pennuti hanno lasciato una firma: la scritta “Alf”, che sta per Animal Liberation Front, Fronte di liberazione animale. L’Alf è un movimento militante internazionale che come ragione sociale ha, per l’appunto, la liberazione di animali in gabbia. Siano galline, pecore, conigli o pappagalli. Obiettivo che persegue con azioni spesso da codice penale. Insomma, quanto successo in viale Mattei non sembra essere un “normale” furto e neanche un gesto di balordi. Ma un atto “politico”.

Sarà, ma Giacomo Fineschi, il proprietario del pappagallo, è davvero preoccupato. «Garibaldi – dice – non è un animale selvaggio. È nato in cattività, in una grande voliera a Perugia, dove l’ho acquistato. E se viene lasciato libero muore». L’ara non è infatti in grado di procacciartsi cibo da sola, ha bisogno di cure particolari e di un ricovero. L’appello di Fineschi rivolto agli attivisit Alf, o, comunque a chi ha rapito l’ara è dunque quello di riportare indietro Garibaldi. E non solo per ragioni affettive: «Ho paura che anche se venisse affidato a un altro padrone, non ce la farebbe». Il signor Fineschi sottolinea poi che l’animale non era certo maltrattato, anzi: È« sempre stato ben curato, vaccinato, ho costruito per lui una voliera su misura ed è dotato di chip e anello di riconoscimento».

Dell’episodio se ne stanno occupando i carabinieri a cui l’uomo ha sporto denuncia. Gli elementi per ora in mano agli inquirenti sono solo le scritte lasciate con lo spray nell’autosalone. Il caso del pappagallo scomparso non sembra facile.(c.f.)

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