Il Tirreno

Comune contro Provincia sui fanghi dell’ex Damas

di Francesca Ferri
 Comune contro Provincia sui fanghi dell’ex Damas

Palazzo Ducale: «Sono “abbandonati”, tocca al sindaco rimuoverli» Il Municipio replica: «Voi li avete autorizzati, adesso spetta a voi toglierli»

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MASSA. Che la Provincia «c’abbia provato», che abbia solo esplorato una possibilità o che il Comune ha avuto solo un abbaglio,forse resterà per sempre un mistero. Fatto sta che anche una lettera di informazione amministrativa diventa roba bollente quando si tratta dei rifiuti tossici dell’area ex Damas.

La lettera in questione l’ha scritta il 24 gennaio – ma se ne è avuta notizia solo in questi giorni – la Provincia al Comune. Contiene l’annuncio che Palazzo Ducale ha avviato la procedura d’urgenza per la messa in sicurezza dei rifiuti che da undici anni attendono di essere rimossi da un piazzale privato di via Longobarda.

La storia di quei rifiuti è ormai nota. Abbandonati dalla ditta Damas, fallita nel 2004, dovevano essere rimossi dalla Provincia che però non l’ha mai fatto. Finché, a fine dicembre 2012, non l’hanno costretta i carabinieri perché quei rifiuti sono fanghi tossici molto pericolosi.

E dunque, Palazzo Ducale si attrezza per avviare le pratiche. Ma ha solo 200mila euro che gli ha dato all’uopo la Regione. E non bastano per sistemare le cose: c’entra, forse, solo la caratterizzazione (l’elenco delle sostanze) o poco più.

Fatto sta che il 24 gennaio la Provincia scrive al Comune per dire che la procedura d’urgenza «per la messa in sicurezza dei rifiuti abbandonati nell’area di via Longobarda della proprietà della FinLor (che lo aveva dato in affitto alla Damas, ndr) è avviata».

Una lettera all’apparenza ordinaria ma che al Comune provoca un sussulto per una parola: “abbandonati”. Non che i rifiuti dell’ex Damas non lo siano, anzi: mai lessico fu più azzeccato. Il problema è che, nella lingua della burocrazia, se un rifiuto è definito “abbandonato”, il compito di rimuoverlo spetta al sindaco. Cioè paga il Comune.

Insomma, si sono detti al settore Ambiente del Comune: meglio mettere subito in chiaro che quei rifiuti restano comunque affare della Provincia. Nessuno, cioè, si azzardi a scaricare al Municipio la patata bollente – e costosa – della loro rimozione.

E dunque il settore Ambiente e il sindaco Roberto Pucci hanno scritto una raccomandata a Provincia, Arpat e Asl, dove prendono atto dell’avvio della procedura d’urgenza e chiariscono un concetto: l’attività industriale alla Damas l’ha autorizzata la Provincia (determina 8699 del 1998) e spetta perciò alla Provincia rimuoverli. Punto. E prima dei saluti, chiedono di essere informati tempestivamente e dettagliatamente sulle indagini ambientali, la messa in sicurezza e la rimozione dei rifiuti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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