Sicurezza
Prime demolizioni ad aprile Pronta black-list dei Comuni
MASSA. Le demolizioni degli immobili abusivi con sentenza di abbattimento definitiva cominceranno dopo Pasqua. Alla fine c'è voluto più di un anno ma il procuratore capo Aldo Giubilaro è riuscito a...
MASSA. Le demolizioni degli immobili abusivi con sentenza di abbattimento definitiva cominceranno dopo Pasqua. Alla fine c'è voluto più di un anno ma il procuratore capo Aldo Giubilaro è riuscito a realizzare il suo intento. Non è stato semplice, però. Ed è tutta colpa dell'anomalia Massa-Carrara. Un territorio che a livello amministrativo risponde alla Regione Toscana e che invece dal punto di vista giudiziario alla procura generale di Genova. Risultato? La Regione Toscana ha un protocollo che regola gli abbattimenti delle costruzioni fantasma che è diverso da quello che applica la procura generale della Lanterna. Un conflitto che doveva essere risolto. La soluzione ha richiesto tempo perché la procura generale doveva stare attenta a tutto il distretto (Imperia, Savona, Genova, Chiavari, La Spezia): realtà che però seguono le direttive della Regione Liguria. Altro conflitto. Minimo, d'accordo, ma sempre conflitto. Giubilaro si è trovato a cercare un ponte per raccordare i due protocolli. E lo ha trovato, tra qualche giorno la procura generale manderà il documento finale a Massa e ci sarà il via libera agli abbattimenti. «Lo sto aspettando da un momento all'altro. Del resto era impossibile fare prima, ci abbiamo provato ma i tempi sono stati questi. L'importante è partire e lo faremo», dice il responsabile della procura apuana.
Era aprile 2012 quando il procuratore capo ha consegnato ai Comuni la lista degli immobili che dovranno essere abbattuti. Si tratta di case e villette definite abusive da una sentenza già passata in giudicato. Un ultimatum demolizione che a occhio e croce interesserà un centinaio di famiglie. E che le amministrazioni dovranno eseguire, pena l'accusa di omissione di atti d'ufficio.
I municipi che hanno ricevuto la lettera di Giubilaro si contano sulle dita di una mano, quelli dove la procura ha verificato l'esistenza di manufatti che un giudice ha già deciso che devono essere abbattuti. C'è una sentenza da eseguire, anzi c'è una sentenza che doveva già essere stata eseguita. Ma per un motivo o per l'altro nessuno ha dato il via libera alle ruspe. E così il procuratore capo si è preso la responsabilità in prima persona: «Faccio solo il mio dovere - aveva spiegato -. Una sentenza passata in giudicato deve essere eseguita».
Non è possibile fare un calcolo preciso di quante case rientreranno nella black list della procura. Perché le sentenze definitive arrivano in continuazione. L'imperativo è buttare giù tutto quello che è stato costruito abusivamente. «Lo dobbiamo fare perché il territorio deve essere messo in sicurezza. Non possiamo soltanto piangere quando ci sono le alluvioni e le frane, bisogna fare qualcosa per evitare che succedano le disgrazie che abbiamo vissuto. E questo è un modo. Ci sono delle sentenze da far rispettare e noi le facciamo rispettare», sostiene Giubilaro.
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