L’ultimatum degli alluvionati agli amministratori
AMEGLIA. Il popolo degli alluvionati del Magra chiede un incontro urgente con gli esponenti politici e le istituzioni di un comprensorio così tanto duramente colpito. In una lettera aperta, l’appello...
AMEGLIA. Il popolo degli alluvionati del Magra chiede un incontro urgente con gli esponenti politici e le istituzioni di un comprensorio così tanto duramente colpito.
In una lettera aperta, l’appello degli alluvionati: «Alla luce dello scontro pre-elettorale tra il commissario della Provincia della Spezia, Fiasella, il governatore della Regione Liguria, Burlando, per voce dell’assessore regionale, Paita, e i sindaci della Val di Magra, ritenendo inaccettabile e offensivo nei nostri confronti questo rimbalzo di responsabilità, chiediamo alla Provincia della Spezia di farsi carico di organizzare urgentemente questo incontro. Siamo reduci da 6 alluvioni negli ultimi anni perdendo, in alcuni casi, anche la dignità oltre che i propri beni materiali. Crediamo sia dunque giunto il momento, con prove alla mano, di fare definitivamente chiarezza, accertare la verità, e scrivere la parola fine riguardo i vari teatrini della politica. In particolare, chiediamo al commissario Fiasella di dimostrare le accuse mosse nei confronti della Regione Liguria mostrando, con documenti chiari in contradditorio diretto con i rappresentanti della Regione stessa, ciò che ha proclamato ai media. Questo per chiarire in modo inequivocabile come sono andati i fatti in questi anni di immobilismo in tema di messa in sicurezza della Val di Magra. Riteniamo che questo sia un nostro diretto come parte lesa. Siamo stanchi e amareggiati di vivere una situazione di costante pericolo, sentendoci impotenti di fronte all’immobilismo dei nostri amministratori nonostante siano state emesse ben due ordinanze dal Consiglio dei ministri, al 3920 del 28 gennaio 2011 e la 3973 del 5 novembre 2011, che autorizzano l’attuazione del dragaggio o risagomatura da porre in essere nell’ambito del fiume Magra e non sono state per niente applicate»,
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