Il Tirreno

Associazioni: Pucci attacca «Solo calunnie, vi querelo»

di Francesca Ferri

Il sindaco ribadisce: pagamenti regolari, solo un po’ di ritardo sull’albo on line Dove le vecchie determine dirigenziali andavano pubblicate già da giugno

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MASSA. Annuncia querele e promette battaglia il sindaco Roberto Pucci in merito alla “operazione trasparenza” sulle spese del Comune avviata dal consigliere pdl Stefano Benedetti incentrata sui soldi versati ad associazioni e cooperative dal 2008 al 2012. Spese documentate in apposite determinazioni dirigenziali che però non sono ancora state pubblicate sul sito del Comune, come prevede la legge.

In una conferenza stampa convocata in tutta fretta, Pucci ripercorre – come già ha fatto ieri su Il Tirreno – le spese nel mirino di Bendetti, ribadisce l’assoluta trasparenza nell’affidamento dei servizi, difende l’opera dei dirigenti. E soprattutto tuona contro un attacco preciso del consigliere: che le associazioni chiamate a offrire servizi al Comune, e perciò pagate con soldi pubblici, sarebbero «amiche» dell’amministrazione.

«Sciocchezze», le ha definite ieri su Il Tirreno Pucci, spiegando come l’amministrazione abbia «rapporti con tutte le associazioni» e collabori «con quelle che hanno qualcosa da offrire». E in conferenza stampa ha ribadito: «Sono sindaco da tre mandati e in questi anni non un solo mio parente ha mai lavorato per il Comune. Non guardo al colore della cravatta o degli occhi».

Pucci ammette, però, il ritardo del Comune che ancora non pubblica on line le determine con cui i dirigenti danno l’ok alle spese sostenute dall’ente, punto da cui è scaturita l’operazione trasparenza di Benedetti. «Se le spese fossero documentate e tutti i cittadini potessero liberamente consultarle, non sorgerebbero dubbi», aveva esordito Benedetti. Ieri il sindaco ha ribadito che gli uffici comunali ci stanno lavorando, che sono pronte le linee guida per attivare il servizio e che ad oggi sull’albo on line è pubblicato periodicamente l’elenco delle determine, non il testo. «L’obbligo della pubblicazione scatta comunque dal 1º gennaio», spiega Pucci chiedendo conferma al dirigente del settore finanziario. «E poi per certi enti attivi nel sociale ci sono questioni di privacy da rispettare. È il ritardo di due mesi nella pubblicazione on line l’oggetto del contendere? Tutto qui?».

In realtà il ritardo è di qualche mese in più e porta con sé conseguenze non proprio trascurabili. Il 26 giugno 2012 è entrato in vigore il decreto Sviluppo (convertito in legge il 7 agosto) che prevede all’articolo 18, non a caso intitolato Amministrazione aperta, che «la concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi e ausili finanziari alle imprese e l’attribuzione dei corrispettivi e dei compensi a persone, professionisti, imprese ed enti privati e comunque di vantaggi economici di qualunque genere... a enti pubblici e privati» vanno pubblicati su Internet. Non solo. I documenti che riportano i pagamenti devono essere facili da consultare, accessibili ai motori di ricerca, collegati con un link dalla home page nella sezione “trasparenza, valutazione e merito” e devono riportare nome dell’impresa, dati fiscali, importi, contratto.

È vero che le determine vanno pubblicate dal 1º gennaio 2013, ma solo quelle relative ai pagamenti fatti dopo l’entrata in vigore del decreto. Quelli antecedenti andavano caricati subito. Quanto alla latitanza sul web delle determine fatte dal 1º gennaio, non è solo questione di un ritardo di due mesi. Per le nuove determine di importo superiore a 1.000 euro la pubblicazione su Internet «costituisce – dice la norma – condizione legale di efficacia del titolo legittimante delle concessioni ed attribuzioni». Cioè: non sono efficaci se non appaiono su Internet.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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