Sicurezza
Lui regala soldi a un ente, la moglie fa denuncia
Il pensionato ha firmato un assegno a fondo perduto ma non ricorda il perché Il presidente dell’associazione: «Lei picchia il marito». E la procura indaga
MASSA. La storia è delicata. Per due motivi: riguarda la salute mentale di una persona anziana e coinvolge un ente di assistenza pubblica. Con uno scambio di accuse ben precise e circostanziate. La moglie dell'uomo dice che la presidente dell'ente che si occupa del trasporto del marito si è fatta firmare un assegno a fondo perduto di cinquemila euro; l'ente ribatte sostenendo che il paziente ha fatto un lascito di sua volontà per aiutarli e ha adombrato maltrattamenti subiti dal loro assistito dalla moglie. Due fatti che sono arrivati, sottoforma di denuncia, ai carabinieri. E adesso sono giunti in procura, dove è stato aperto un fascicolo in cui si ipotizzano sia i maltrattamenti sia la circonvenzione di incapace.
I militari sono andati a casa dell'uomo, un libero professionista, ormai in pensione, stimato in città. Gli hanno parlato, sia da solo sia con la consorte. Non hanno riscontrato segni di violenza sul suo corpo e lo hanno anche trovato piuttosto lucido. Ha confermato quanto sostiene la moglie. Quest'ultima ha colto la palla al balzo e ai due carabinieri ha detto che voleva denunciare l'ente perché rivoleva il denaro che aveva donato suo marito. «Gli hanno detto che se non pagavano quei cinquemila euro gli avrebbero portato via gli automezzi, compreso quello che serviva per portalo da casa all'ospedale. Lui si è spaventato e ha preferito pagare, con la promessa che poi quei soldi gli sarebbero stati restituiti. Invece…». Invece niente. La donna si è accorta del lascito, volontario o meno lo stabiliranno gli inquirenti, alcuni mesi dopo. «È arrivato l'estratto conto e ho visto che c'era stato un prelievo di cinquemila euro di cui non ero a conoscenza. Ho chiesto a mio marito e lui mi ha detto che era una sorta di prestito che aveva fatto alla presidente dell'ente che si occupava del suo trasporto».
L'anziana ha contattato la presidentessa e si è sentita rispondere che quel denaro era un regalo e che non sarebbe mai stato restituito. Anzi, ha minacciato, quando ha sentito insistere dall'altro capo del telefono, di chiamare i carabinieri. «Lei picchia suo marito, stia attenta perché la denuncio«. Detto fatto. L'Arma con una denuncia del genere, firmata dalla rappresentante di un ente in vista come quello coinvolto in questa storia, è intervenuta senza pensarci su due volte: due militari sono andati a casa della coppia e hanno fatto gli accertamenti. Nulla però di eclatante è emerso rispetto alle presunte violenze subite dal pensionato. Anzi il racconto andava in direzione opposta.
La faccenda si è ingarbugliata e di parecchio. Tanto che anche al presidente dell'ente sono state chieste delucidazioni rispetto ad alcuni fatti che vengono contestati. Il presidente non si è tirato indietro e ha mostrato l'assegno regolarmente firmato dal paziente e già incassato. Da nessuna parte è scritto che si tratta di un prestito, sembra davvero un'elargizione fatta in un momento di difficoltà dell'associazione per ringraziare le persone che si occupano di lui portandolo avanti e indietro per seguire le cure. Ma per capire se c'è stata circonvenzione di incapace, come sostiene la moglie, probabilmente servirà una perizia di un medico. E solo la procura potrà decidere se è il caso oppure no. Stesso discorso dicasi per le presunte violenze subite dall'anziano. La moglie comunque respinge l'accusa e minaccia querela. Una brutta storia, appunto.
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