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La Cgil: che vergogna, lasciati a casa dopo 10 anni

La Cgil: che vergogna, lasciati a casa dopo 10 anni

La funzione pubblica denuncia il caso di tre lavoratori interinali e di un dirigente a tempo che non sono stati confermati: «E’ un’ingiustizia»

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CARRARA. «Dieci anni di precariato con lavoro a somministrazione (interinale); dieci anni di formazione sul campo, di investimento da parte dell’ente, di servizio all’impresa… E poi un calcio in …(bip)…, neppure un grazie e a casa!»: a sottolinearlo in un documento è la Cgil, il riferimento è a tre dipendenti interinali e a un contratto a tempo dirigenziale, non rinnovati dalla Camera di Commercio. Aggiunge la Cgil Funzione pubblica: «E’ il caso concreto di lavoratori e lavoratrici tenuti sulla corda per dieci anni e poi… si lasciano a casa perché i costi sono incompatibili con le ristrettezze di bilancio (così dicono in un primo momento nell’ottobre 2012) ma oggi quelle difficoltà, quelle ristrettezze non esistono più e si chiede nuovamente alla ditta interinale di fornire personale con un livello di inquadramento che di fatto esclude chi per 10 anni ha lavorato in quell’ente».

Aggiunge la Cgil: «In questi dieci anni la Camera di Commercio non ha sentito la responsabilità di bandire un concorso che, tenendo conto della professionalità acquisita, concedesse la possibilità di tentare la strada della stabilizzazione. Era più comodo il ricorso all’interinale (tra l’altro, maggior costo di un dipendente in dotazione organica) in modo da poter sempre dare il famoso calcio nel …bip… a quella lavoratrice o lavoratore “in affitto”. Una vergogna. Crediamo ci siano gli spazi per rimediare. Crediamo che la Camera di Commercio possa aprire una selezione per l’assunzione di personale in quelle categorie dove per anni hanno prestato l’opera gli interinali.

Chiediamo che la Camera si adoperi a risolvere questo caso scandaloso di sfruttamento e che metta in campo la stessa solerzia ed attenzione che ha dimostrato con la Deliberazione di giunta n. 13 del 31 gennaio 2013 dove si danno disposizioni di rinnovare i contratti a termine di due figure dirigenziali, contratti in scadenza tra più di due anni. Di queste cose, come di tante altre storture amministrative, abbiamo chiesto conto, come Rsu e Segreteria provinciale assieme alla Cisl ed alla Uil, al presidente ed alla Giunta Camerale in data 14 febbraio 2013, senza aver alcun riscontro. E’ prassi normale nell’Ente camerale quella di non dare risposte alle istanze del sindacato, ma è prassi corretta? A noi pare di no, viste le tre cause di lavoro in corso in un ente con soli 40 dipendenti, e visto, anche, che per una di queste cause l’Ente è stato condannato a pagare 50 mila euro! Ma tanto che importa? Paga Pantalone», conclude la segreteria provinciale Fp Cgil.

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