Sicurezza
Inchiesta Apuafarma Musetti: è partita per le mie denunce
I carabinieri hanno acquisito bilanci e documentazione «Finalmente si farà luce sull’aumento abnorme di assunti»
CARRARA. «Finalmente si fa luce sulla vicenda di Apuafarma, che è troppo a lunga rimasta come un lato oscuro nella luna politica della nostra città»: così Gianni Musetti della Destra commenta l’inchiesta in corso sulla società partecipata dal Comune al 99,9 per cento (lo 0,10 per cento è in mano al Comune di Fivizzano).
Spiega Musetti: «Un anno e mezzo fa fui proprio io a presentare denuncia presso i Carabinieri, presentando la documentazione relativa alle ben poco chiare vicende, ormai note, riguardanti la partecipata del Comune di Carrara. Da quelle mie dichiarazioni sono poi scaturite indagini che sono culminate nel blitz dei Carabinieri, da cui la scorsa settimana mi ero nuovamente recato per gli ultimi confronti sul caso. Sono certo che l'Arma sarà in grado di scoperchiare questo "vaso di Pandora" che la sinistra locale ha sempre tentato abilmente di occultare, temendo di essere travolta dall'ennesimo scandalo causato dalla mala-gestione del territorio».
E ricorda: «Come consigliere comunale, assieme al commendator Vinchesi, mi resi protagonista di un ricorso al Tar proprio contro Apuafarma, che negò la nostra richiesta di accesso agli atti, col chiaro intento di insabbiare documenti scomodi: il Tar ci diede ragione, e quei documenti oggi risultano in mano agli investigatori dei Carabinieri. La città intende sapere, una volta per tutte, come Apuafarma, una società pubblica a tutti gli effetti, con ben sette farmacie sul territorio, non realizzi nemmeno un euro di utile, e come mai un'azienda che fino all'amministrazione Conti contava poche decine di dipendenti, oggi si sia gonfiata fino ad arrivare al considerevole numero di 180 dipendenti.
Doppioni di servizi, appalti del comune dati ad Apuafarma che a sua volta li riappalta ad altre aziende pubbliche o ad associazioni, semplici dipendenti del Comune che diventano dirigenti della società senza aver alcun titolo di laurea, assunzioni a raffica. Quella azienda è il braccio armato del Pd. Ora l'amministrazione collabori con le forze di giustizia e si prenda le sue responsabilità: non devono essere i cittadini a sanare le voragini di bilancio provocate da anni di mala-amministrazione», conclude.
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