Il Tirreno

Dito amputato dopo i giochi in piscina

Il calvario di una bambina di 8 anni. A processo la società che gestiva l’impianto del Muraglione

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CARRARA. Un pomeriggio di bagni e di divertimento in acqua, nella piscina “piccola”, quella proprio destinata ai bambini del complesso sportivo “Il Muraglione”.

Una lastra di marmo, messa come copertura della pavimentazione dissestata della vasca stessa, che si muove all’improvviso, proprio mentre i bambini stanno giocando. E così una giornata di agosto, di sei anni fa, che doveva essere all’insegna del divertimento, è finita in modo tragico per una bambina che, all’epoca dei fatti aveva solo otto anni.

A seguito delle gravi lesioni riportate in piscina alla bambina è stato amputato un dito della mano destra.

Per lei, soprattutto, ma anche per i suoi genitori, è iniziato un lungo calvario: prima la ricerca disperata di salvare il dito compromesso da una necrosi seguita alle profonde ferite riportate.

Poi il percorso, ancora più difficile, dell’accettazione di una menomazione pesantissima per una bambina in tenera età, cammino in cui è stato necessario il supporto di una psicologa.

Una vicenda molto delicata, finita in tribunale con un processo penale per lesioni gravi e inosservanza delle norme di sicurezza a carico di Monica Bertone e Maria Cristina Badiale, della società “Sports & Free Time srl”, quella che all’epoca dell’incidente gestiva l’impianto sportivo del Muraglione.

Il processo si è aperto ieri mattina davanti al giudice Ferri. La madre della bambina infortunata si è costituita parte civile ed è assistita dall’avvocato Cristina Lattanzi.

Le due rappresentanti della società che si occupava della gestione delle piscine del Muraglione sono difese dall’avvocato Giuseppe Zuccarelli del foro della Spezia.

È stata citata come responsabile civile la Axa Assicurazioni che era rappresentata dall’avvocato Feliziani.

Proprio in apertura di dibattimento il legale del responsabile civile ha chiesto l’estromissione dal processo.

Il giudice Cosimo Maria Ferri dopo una breve camera di consiglio, ha rinviato il processo all’udienza al 23 aprile (con la sospensione però dei termini prescrizionali) e si riserva, per quella data, di decidere sull’eccezione sollevata dal responsabile civile.

(a.viv.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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