Allarme per l’estate 2013 la crisi colpirà il settore
MARINA DI CARRARA. La proroga delle concessioni balneari al 2020 e i rapporti con la nuova classe politica sono stati affrontati da centinaia di imprenditori balneari da tutta Italia, presenti al...
MARINA DI CARRARA. La proroga delle concessioni balneari al 2020 e i rapporti con la nuova classe politica sono stati affrontati da centinaia di imprenditori balneari da tutta Italia, presenti al convegno dal titolo: “Le imprese balneari italiane dopo il 2020” organizzato dal Sindacato italiano balneari - Confcommercio, Fiba - Confesercenti, Cna - Balneatori e assobalneari - Confindustria.
«Dobbiamo registrare un quadro politico e una situazione profondamente cambiata dopo le elezioni politiche - ha detto aprendo i lavori Riccardo Borgo, presidente Sib-Confcommercio - e oggi non possiamo dire con certezza quali sono i nostri interlocutori per un confronto che vogliamo proseguire concretamente per far comprendere le nostre posizioni che sono quelle di un settore che lavora, attraverso i suoi rappresentanti per esprimere posizioni chiare e univoche». Per la prima volta è stata registrata una grande sintonia sia di intenti che di obiettivi tra le associazioni di categoria e i vari movimenti dei balneari che erano presenti al convegno che hanno preso la parola; ha partecipato ai lavori anche Luciano Monticelli, sindaco di Pineto e delegato Anci per il demanio marittimo.
Di fronte a una platea foltissima che ha dimostrato una forte partecipazione degli imprenditori balneari si sono poi susseguiti gli interventi dei rappresentati nazionali e territoriali. Preoccupazione, poi, è stata espressa per la prossima stagione estiva: «la crisi economica in atto e le incertezze politiche non gioveranno certamente alle presenze in spiaggia, la categoria sta lavorando per migliorare ed ampliare i servizi offerti, anche per attirare nuovi turisti, l’offerta dei 30mila stabilimenti balneari, infatti, rappresenta da oltre due secoli il fiore all’occhiello dell’Italia e continuerà a farlo solo se incentivato, tutelato e soprattutto valorizzato, è in gioco il futuro di 30mila famiglie e oltre un milione di posti lavoro».
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