Il dolore
Scende l’indebitamento: 1.409 euro per cittadino
Conti “virtuosi” in municipio: debito sotto i 100 milioni (era oltre 113 nel 2008) ma ancora alto. Il sindaco: patto di stabilità rispettato e imposte non aumentate
MASSA. Novantanove milioni e 799mila euro. È l’indebitamento totale del Comune accertato a fine 2012. Una somma gigantesca, che equivale a un debito di 1.409 euro (all’incirca lo stipendio mensile di un impiegato o di un insegnante) per ogni massese, neonato o centenario che sia. La buona notizia, però, è che questo debito è in netta diminuzione.
Nel 2008, quando Roberto Pucci divenne sindaco per la terza volta, l’indebitamento di palazzo civico era di 113,73 milioni (pari a 1.610 euro pro capite) ed è progressivamente diminuito in questi cinque anni fino a scendere, nel 2012, per la prima volta sotto la soglia dei 100 milioni. In pratica, 200 euro in meno per ogni abitante. Un andamento virtuoso, va riconosciuto, e anche in controtendenza rispetto al debito complessivo dei comuni italiani, cresciuto (fonte Cgia diMestre) tra il 2008 e il 2010 dell’1,5%. Il Comune di Carrara, ad esempio, ha raggiunto quota 2.623 euro di debito per residente (quasi il doppio di Massa), che fa di esso il secondo municipio più indebitato d’Italia, (peggio fa solo Torino con 3.348 euro). Ci sono però comuni che hanon debiti pro capite ben più bassi, come Brescia (73 euro) o Caltanisetta (37 euro).
I dati sull’indebitamento del Comune di Massa sono contenuti nella Relazione di fine mandato che il sindaco ha messo in rete (sul sito del Comune stesso) in ottemperanza alla legge. Un vero e proprio bilancio di ciò che è stato fatto in questi ultimi cinque anni – dal punto di vista della spesa e delle entrate, ma non solo – quella relazione. Dove si dà conto, fra l’altro, dei pesantissimi esborsi affrontati dal Comune per gli interventi legati alle alluvioni. 28,2 milioni di euro l’impegno di spesa complessivo tra il 2008 e il 2012 per interventi concentrati soprattutto nei paesi a monte, da San Carlo a Casette, da Canevara alle colline del Candia. Cifra che non comprende, se non in minima parte i costi degli interventi legati all’ultima alluvione, quella del novembre scorso, la più grave dal punto di vista dell’estensione dei danni, interventi che sono stati messi a bilancio nel 2013quest’anno.
La relazione, poi, sottolinea come l’amministrazione si sia trovata di fronte a un progressivo e pesante taglio ai trasferimenti erariali, scesi da 18,9 milioni nel 2008 a 10 milioni nel 2012, con una riduzione del 47% e, nello stesso tempo, nella necessità di affrontare l’esplosione di nuove problematiche. Come quella delle alluvioni, ma anche dell’aumento del disagio sociale, o il dissesto di Cermec. L’introduzione dell’Imu, si rileva, non ha portato benefici economici all’ente a causa del fatto che i maggiori introiti sono finiti nelle casse dello Stato. Ciononostante, rivendica la relazione del sindaco, «il programma è stato quasi per intero realizzato», il patto di stabilità è stato sempre rispettato e le imposte comunali sono rimaste invariate.
Infine, sempre per parlare di “politiche virtuose”, la relazione di fine mandato rivendica come l’affidamento del servizio riscossione tributi affidato alla società in house Master Srl. ha consentito un risparmio sui costi del servizio di 1,9 milioni l’anno e di un incremento delle entrate per maggiori accertamenti di quasi 900mila euro annui.
Insomma, dice in sostanza il sindaco, lascio i conti in ordine, riduco i debiti e non aumento le tasse.
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