Finanza
La variante per aiutare le imprese
C’è il piano strutturale, manca il regolamento urbanistico: il Comune studia la “scorciatoia”
CARRARA. Il Comune apre uno spiraglio fra il nuovo piano strutturale che c’è, e il regolamento urbanistico di applicazione che ancora non c’è perché come ha detto ieri in commissione l’assessore Fabio Traversi, «mancano le risorse per dare l’incarico di elaborarlo»: quindi poiché i tempi per avere il regolamento si prospettano lunghi, il rischio è che molti investimenti desiderati da chi ha attività produttive, seppure compatibili col piano strutturale, restino al palo. E allora per aiutare le imprese ad effettuare alcuni interventi, dando loro risposte in tempi non biblici, le commissioni congiunte urbanistica e attività produttive hanno discusso la possibilità di una variante per il regolamento delle attività produttive. Nella riunione di ieri mattina ci sono anche stati momenti di dibattito vivace, perché alcuni consiglieri hanno chiesto maggiori chiarimenti, anche sulle istanze finora presentate da imprenditori all’Osservatorio comunale che è sempre aperto.
Ma il presidente della commissione urbanistica Leonardo Buselli e l’assessore Traversi hanno detto di non sapere quali e quante richieste sono state finora presentate. Una raccomandazione emersa da alcuni commissari è che il Comune non consenta trasformazioni delle aree produttive in qualcos’altro. E su questo ci sono state le rassicurazioni di Buselli e di Traversi.
Ma la variante restava ancora un oggetto misterioso, suscitando alcune perplessità fra i consiglieri comunali. Cosa potrebbe essere attuato dalle imprese? Un esempio che circola, è quello di show room presso le imprese, ma aleggia anche l’ipotesi di posti letto per i clienti stranieri, da allestire nelle aziende. Niente di direttamente collegabile alle per ora misteriose proposte arrivate all’Osservatorio. Il consigliere Poletti, sulla questione edilizia, ha anche proposto una variante per il passaggio di immobli da R2 a R3, per facilitare interventi di trasformazione.
Terminata la riunione, alcuni chiarimenti sono arrivati dall’assessore Vannucci, in merito alla “finestra”, per le attività produttive. «La variante vorremmo predisporla in tempi rapidi. Le istanze pervenute all’Osservatorio sono centinaia per le attività produttive, e stiamo estrapolando quelle che sono conformi al piano strutturale. Valuteremo anche quellle che arriveranno da ora in poi. Vorremmo stimolare gli interventi per far fare un passo avanti alle attività produttive.L’opera di valutazione delle istanze, avviene con risorse interne al Comune. A seconda della tipologia di proposta, ci saranno tempi diversi di attuazione di quelle che saranno accolte, secondo un iter a norma di legge». E qui l’assessore è entrato ancor più nel tecnico: per una variante normativa ci vogliono circa 8 mesi, per la variante allo studio forse di più. Per la procedura di valutazione delle istanze già arrivate e che arriveranno all’Osservatorio, si prevedono due o tre mesi. Poi le istanze andranno sul tavolo della commissione urbanistica che le esaminerà una ad una. E in consiglio comunale. Ma quanto dovranno attendere le imprese per poter effettuare gli interventi una volta approvati? Secondo Vannucci circa un anno, ma siamo alle ipotesi.(c.car.)
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