Italia
Frane sulle strade, ecco i progetti
Con due mesi di ritardo arriva il via libera all’inizio dei cantieri
MASSA. Tre delibere per l’approvazione di altrettanti lavori di messa in sicurezza del territorio dopo l’alluvione dell’undici novembre hanno avuto il via libera della Provincia. Siamo indietro rispetto ai tempi previsti - i cantieri dovevano essere aperti in questo mese -, ma almeno nonostante il ritardo si vede la fine del tunnel burocratico in cui finiscono questo genere di pratiche. La prima determina è quella che prevede il consolidamento dei versanti e il ripristino delle strade provinciali 4 di Antona e 5 Bassa Tambura-Pasquilio a monte della città. La spesa messa in preventivo è di trecentomila euro. Vista l’emergenza non ci sarà necessità del bando.
Identico destino per la delibera che riguarda la messa in sicurezza della strada provinciale 6 e del versante che va da Bergiola a Lavacchio. Quasi duecentomila euro la spesa messa in preventivo.
La terza delibera, infine, si occupa della strada provinciale 68 di Arlia. Da mettere in sicurezza il versante in località Centrale Enel. Il totale dello stanziamento è di settantamila euro.
I lavori, data l’urgenza dell’intervento di messa in sicurezza, dovrebbero partire dopo Pasqua. Ma sui tempi è polemica aperta da tempo, perché i cantieri dovevano già essere stati aperti prima della fine dell’anno scorso. Dovevano, per la cronaca, cominciare entro il 12 dicembre ma sono slittati di molte settimane. I tre interventi in carico al Comune (ripristino di 4 ponticelli sugli affluenti del Ricortola, lavori sul Candia e ricostruzione dei ponti sul Ricortola) invece sono sono stati affidati alle ditte e i cantieri sono partiti. Per le opere affidate alla Provincia (ripristino argini del Ricortola, messa in sicurezza della strada provinciale 6 a Bergiola-Lavacchio e consolidamento versanti a monte delle provinciali 5 e 6), la fase di progettazione terminava venerdì 21 dicembre. A gennaio si credeva di poter concludere l’iter invece ci sono voluti altri 45 giorni. Polemiche a parte, comunque, è per la fine dell’estate i cantieri dovrebbero già essere chiusi.
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