Finanza
«Buttate giù quella casa» È guerra all’abusivismo
MASSA. Il signor Alberto abita in via Castagnara, collina del Candia, da parecchi anni. A novembre l’alluvione gli ha portato via buona parte del terreno che circondava la sua casa e la strada è da...
MASSA. Il signor Alberto abita in via Castagnara, collina del Candia, da parecchi anni. A novembre l’alluvione gli ha portato via buona parte del terreno che circondava la sua casa e la strada è da allora senza illuminazione. Ha scritto al Comune, al prefetto, alla Provincia e in procura. «Mi ha risposto soltanto la Provincia dicendo che la responsabilità era del municipio, cosa che ho verificato non essere vera». Ha avuto danni per più di cinquemila euro, non risarcibili perché auto e casa si sono salvate. «Ma quello che voglio io è altro, non i soldi», dice.
Alberto nella lettera inviata alla procura ha spiegato qual è la sua richiesta: «Una frana molto vicina a casa mia ha causato la caduta di tre massi di cemento che poi hanno invaso la strada. È la terza volta che quel terreno frana, è la terza volta che per fortuna non ha provocato vittime. Chiedo che venga messa in sicurezza la collina, magari a spese di chi, abusivamente, l’ha distrutta». Alberto ce l’ha con una costruzione abusiva che sorge proprio davanti alla sua abitazione. L’immobile è stato bloccato dopo tre giorni, anche perché aveva delle fondamenta ballerine e quindi pericolosissimo. Era il 2008. «Da allora nonostante ci sia l’ordine di abbattimento resta lì e noi rischiamo la vita appena vengono due gocce d’acqua».
Ad Alberto dà fastidio la mancanza di risposte da parte delle istituzioni: «Sono passati cinque mesi e non si è sentito nessuno, se non la Provincia. Quella casetta deve essere buttata giù perché è abusiva, non vedo come mai nonostante ci sia una sentenza si perda del tempo».
L’uomo ha mandato anche diverse email agli amministratori per chiedere di fare qualcosa contro l’abusivismo di via Castagnara, ma ha ricevuto soltanto delle risposte generiche con impegni neppure tanto ferrei a farsi carico della questione. Qualcuno ha promesso di girare la segnalazione agli uffici competenti. Questo nell’estate del 2011, quasi due anni fa: «Dovrebbero mettere in sicurezza quella strada, altrimenti è inutile piangere quando succedono le disgrazie».
Alberto ha chiesto aiuto al Tirreno per rendere pubblica la sua protesta: «Le istituzioni dovrebbero ascoltare di più quello che dicono i cittadini. Il Candia deve essere messo in sicurezza, altrimenti sarà un disastro ogni volta che vengono giù due gocce d’acqua».
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