Il dolore
Le Poste chiudono, dalla montagna l’sos al direttore
MASSA. «Le Poste non possono interrompere il “servizio universale postale” fondamentale per i territori della montagna massese». Lo gridano a gran voce gli abitanti delle frazioni montane in una...
MASSA. «Le Poste non possono interrompere il “servizio universale postale” fondamentale per i territori della montagna massese». Lo gridano a gran voce gli abitanti delle frazioni montane in una lettera al direttore di Poste Italiane spa, a seguito delle chiusure degli uffici nei piccoli centri.
Una lettera scritta con preoccupazione e rabbia, ma anche con la disponibilità a trovare insieme una soluzione. Perché chiudere un ufficio postale non significa solo contravvenire a un obbligo contrattuale – per Poste – ma anche creare un grosso disagio alla popolazione.
«Tali uffici costituiscono infatti un insostituibile punto di riferimento, atto ad esplicare il Servizio Universale postale per tutta la zona della montagna e soprattutto per quella fascia di popolazione che ha maggiori difficoltà rispetto all’accessibiltà del centro cittadino e all’uso di sistemi di mobilità adeguati, che rischiano una discriminazione rispetto ad altre fasce di utenza», scrivono gli abitanti.
La realtà, spiegano, è che si procede a grandi passi verso un degrado assoluto della montagna che in pochi anni ha visto chiudere la caserma dei carabinieri, le scuole medie, elementari, materne. Oggi tocca agli uffici postali.
«Gli amministratori locali intervenuti – proseguono gli abitanti – non hanno fatto altro che istigare alla mobilità popolare e ciò è una dimostrazione di irresponsabilità politico-amministrativa, tanto più se si abbandonano, come è stato fatto, ad uno sterile populismo anziché optare per le ragioni di responsabilità»
Guai a sfruttare la buona fede della gente e a farsi una guerra tra poveri, avvertono dalla montagna. «La soppressione, la chiusura di tale servizio ha destato ulteriore preoccupazione nella popolazione interessata proprio perché non intravede da parte della direzione delle Poste alcuna iniziativa anche di natura provvisoria, atta a ripristinare almeno alcuni servizi interrotti, un postamat, un servizio itinerante, in modo da restituire alla cittadinanza il pieno diritto alla fruizione concreta e non meramente formale del Servizio universale postale senza discriminazione o emarginazione alcuna». Gli abitanti ribadiscono la loro «disponibilità a una fruttuosa collaborazione per trovare le migliori soluzioni possibili», e attendono una risposta dal direttore.
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