La protesta
Quadrano, il boss del omicidio di don Diana
MASSA. Il clan di Giuseppe Quadrano era conosciuto e temuto a Casal di Principe. Sono quelli che a metà anni Novanta uccisero don Peppino Diana. Il parroco, secondo la camorra, aveva fatto uno sgarro:...
MASSA. Il clan di Giuseppe Quadrano era conosciuto e temuto a Casal di Principe. Sono quelli che a metà anni Novanta uccisero don Peppino Diana. Il parroco, secondo la camorra, aveva fatto uno sgarro: il 17 marzo del 1994 si era rifiutato di celebrare in chiesa i funerali di Giliberto Cecora, assassinato il giorno prima dalla cosca nemica guidata da Francesco Schiavone, detto "Sandokan". Temeva che la cerimonia funebre, officiata in pompa magna nel cuore del paese, finisse per scatenare la reazione sanguinosa di chi aveva ordinato l'omicidio. Ma quel no, il sacerdote lo pagò con la vita. La mattina del 19 febbraio venne ucciso in sacrestia mentre si preparava a dire messa: un killer gli aveva sparato in faccia. E quel killer secondo l’accusa era proprio Quadrano, nipote di Cecora. Il boss dopo l’omicidio era scappato in Spagna, ma inutilmente perché l’Interpol lo aveva ammanettato in un bar.
Quadrano era stato fermato subito dopo l’agguato in sacrestia, ma sul suo conto non era emerso nulla di rilevante e così fu rilasciato. Ne approfittò per scappare. Solo a quel punto spuntarono i testimoni oculari. Qualcuno ha cercato anche di infangare la memoria del parroco, ma la verità è stata ristabilita. Anche il boss aveva provato a dire di non essere stato lui l’esecutore materiale dell’agguato ma di essersi limitato a organizzarlo.
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