La manifestazione
«Ospedali, 12 posti letto in meno»
Allarme di Jacopo Ferri sul possibile depotenziamento disposto dall’Asl dei reparti medicina di Pontremoli e Fivizzano
PONTREMOLI. Pontremoli e Fivizzano, ospedali a rischio depotenziamento: a lanciare l’allarme, peraltro non inedito, sono Jacopo Ferri e Stefano Mugnai, consiglieri regionali del Pdl, i quali hanno firmato un’interrogazione per «scongiurare una simile eventualità e riaprire il confronto con i sindaci, dato che, in totale, la Lunigiana perderebbe 12 posti letto, con un taglio del 25% circa».
«È vero: la giunta regionale ha dato disposizione alle diverse Asl toscane di individuare posti letto ospedalieri in sovrappiù. Ed è altrettanto autentico che l’Asl1 di Massa Carrara ha bisogno di rientrare in liquidità di cassa, molto più urgenntemente di altre aziende “consorelle”. Ma possibile che dopo aver sfilato a Pontremoli il punto nascite, la direttrice generale dell’Asl1, Maria Teresa De Lauretis, non trovi di meglio da fare che ipotizzare un nuovo depotenziamento dei reparti di medicina proprio in Lunigiana, negli ospedali di Pontremoli e Fivizzano?» si chiedono infatti i consiglieri regionali Ferri e Mugnai, quest’ultimo vice presidente della commissione sanità, autori di un’interrogazione a cui la giunta regionale è chiamata a fornire risposta in aula.
«I continui tagli in campo sanitario, ospedaliero e territoriale - scrivono i due esponenti del Pdl all’assesore regionale al diritto alla salute, Luigi Marroni - stanno portando il livello dei servizi in Lunigiana ben sotto la soglia della sicurezza e della normale risposta alla domanda di salute che ogni cittadino dovrebbe vedere soddisfatta. L’ultima geniale “trovata” della direttrice De Lauretis parrebbe essere quella di aver pianificato una forte riduzione dei posti letto per acuti nei reparti di medicina generale degli ospedali di Pontremoli e Fivizzano. Una decisione che, numeri alla mano, sarebbe priva di senso. Il taglio dovrebbe interessare all’incirca il 25% dei posti letto attualmente garantiti: così al Sant’Antonio Abate di Pontremoli si passerebbe dagli attuali 26 a 20 posti letto, mentre a quello di Fivizzano si andrebbe da 23 a 17 posti letto». Un simile provvedimento, rilevano Ferri e Mugnai, «contrasterebbe con l’evidenza di una richiesta sanitaria che procede in trend opposto; l’assurdità o il pervicace scopo punitivo di questa decisione sarebbero facilmente desumibili da un solo dato: nel 2012 a Pontremoli i ricoveri in medicina sono stati ben 51 in più rispetto all’anno precedente (...ed ecco il premio conseguente...). Ancora una volta, l’Azienda prenderebbe una decisione che, oltre a essere sbagliata, sarebbe assunta senza il benché minimo interpello della Conferenza dei sindaci. Circostanza comunque grave che, nel panorama di incertezza che si respira, è divenuta una gravissima costante».
Dunque, che fare? Jacopo Ferri e Stefano Mugnai chiedono alla giunta innanzitutto di «verificare al più presto presso la Asl1 se tali informazioni corrispondano ad una effettiva volontà o pianificazione». Ciò fatto, domandano «di intervenire subito per impedire che ciò avvenga» e «di definire tutte le iniziative necessarie affinché l’azienda sanitaria apuana riprenda da subito a confrontarsi con la Conferenza dei sindaci, diversamente da quanto sta da tempo facendo, nonostante le chiare previsioni di legge».(f.p.)
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