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La Versilia connection in via Marco Polo

La Versilia connection in via Marco Polo

Nel negozio di latticini segnalato dall’antimafia c’era una presenza fissa: Maria Grazia Lucariello

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A Viareggio la conoscevano tutti. Maria Grazia Lucariello era una presenza fissa nel negozio di latticini di via Marco Polo 180, uno dei fondi sotto i nuovi appartamenti “Finedil”, ad un passo dal tribunale. È stata arrestata giovedì, insiema al marito Salvatore Mundo. Quarantaquattro anni lei, 45 lui, sono finiti nell’indagine condotta dalle Direzioni distrettuali antimafia della Procura di Napoli e Firenze, insieme alla Procura di Lucca. Il negozio sotto il loggiato al Marco Polo, dove una volta c’erano gli hangar del Carnevale, offre e promette mozzarelle di bufala direttamente dalla Campania. Prezzi non a buon mercato, ma qualità alta e comunque la zona non è di quelle economiche. La storia del negozio di mozzarelle è raccontata nelle 79 pagine dell’ordinanza del tribunale di Napoli che porta la firma del giudice per le indagini preliminari Tullio Morello. Ed è la storia di quelle due donne che la clientela - ieri sorpresa e colpita dall’arresto - incontrava dietro al banco e di un Comune, quello di Viareggio, che aveva fatto il proprio dovere per non permettere all’attività di aprire in quanto non in regola con la normativa antimafia. Tanto che per Maria Grazia Lucariello è scattata anche l’accusa di «intestazione fittizia di un negozio di alimentari a terze persone per eludere le disposizioni antimafia».

Secondo l’accusa «sussistono gravi indizi di colpevolezza» in relazione alla «intestazione fittizia dell’attività commerciale» ad Angelina Barbato. Attività che «nel 2007 era intestata alla Lucariello», ma poi il 29 agosto 2008 il Comune di Viareggio «revocò la Dia per mancanza dei requisiti antimafia a causa di precedenti per associazione mafiosa della Lucariello». Il giorno successivo «alla Lucariello subentrava la cugina col marito Nicola Fiorillo avviando una nuova Dia, ma solo formalmente». Perché - raccontano la carte - era sufficiente telefonare all’alimentari “Grazia” per sentirsi rispondere da Maria Grazia Lucariello.

Ovvero la signora dei latticini, perfetta negoziante come la raccontano nell’isolato, che aveva sposato Salvatore Mundo, detto “o mister”, spostatosi a Viareggio «per gestire gli interessi economici della famiglia Russo, funzione che svolgeva in collaborazione con la moglie». Della quale - in un’intercettazione ambientale del 13 giugno 2009 - così si parla: «È lei il vero capo della camorra ed è qui per stare tranquilla».

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