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La spending review

Sarzana perde il tribunale ed è subito polemica

Sarzana perde il tribunale ed è subito polemica

SARZANA. È un destino segnato quello del Tribunale di Sarzana. Entro il 13 settembre la sezione distaccata di piazza Ricchetti cesserà di esistere, inglobato da quello spezzino e cancellato di fatto...

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SARZANA. È un destino segnato quello del Tribunale di Sarzana.

Entro il 13 settembre la sezione distaccata di piazza Ricchetti cesserà di esistere, inglobato da quello spezzino e cancellato di fatto dalla spending review.

E per magistrati, avvocati ed impiegati è l'ora di fare le valigie e prepararsi al travaso. Questo è ciò che predispone una circolare interna girata tre giorni fa, con la quale il presidente del tribunale Edoardo D'Avossa ha comunicato le tappe di una complessa operazione di spostamento delle competenze presso il Palazzo di giustizia spezzino, cadenzato in diversi step nei prossimi sei mesi.

Un percorso che non manca di sollevare le prime polemiche.

«Il tribunale di Sarzana è una realtà importante per la val di Magra - fa notare l'avvocato Roberto Valettini, aullese di adozione - direi fondamentale. Non si tratta di uno di quei presidi inutili, non è uno spreco di soldi: eroga un servizio effettivo che serve un comprensorio ampio». Un discorso pragmatico quello del legale, molto conosciuto in Lunigiana ed oltre, ma di sicuro anche il "campanile" non mancherà di avere la sua parte. Il tribunale spezzino ha infatti la premazia su quello sarzanese solo dal 1923, e ad ottant'anni da quel passaggio che dipinse un primo cambiamento delle gerarchie, ora i sarzanesi dovranno mettersi in macchina, fare il raccordo e raggiungere la nuova struttura di Viale Italia, inaugurata nel 1994. «Il tribunale della Spezia - fa notare Valettini - fu costruito vent'anni fa proprio sul presupposto che quello sarzanese lo sgravasse di una certa quantità di lavoro, non parliamo solo di spazi». Come dire: non sarà un passaggio così immediato e indolore. La Val di Magra in un colpo perde le sedi di Sarzana e Pontremoli: si assisterà quindi alla nascita di un "pendolarismo giudiziario". «La cancellazione di Pontremoli, che ha numeri ridotti come bacino d'utenza - continua l'avvocato - imporrà comunque agli abitanti della montagna di raggiungere Massa: si immagini cosa questo possa voler dire per un abitante di Zeri. L'addio a Sarzana vuol dire decine di migliaia di persone che graviteranno adesso sul palazzo di giustizia spezzino. In entrambi i casi sono scelte irrazionali». Nei fatti la Spezia servirà anche i circa 50mila abitanti della Val di Magra, oltre ai 140mila del Golfo dei Poeti e ai 20mila ed oltre della Bassa Val di Vara. Con quali effetti sulla velocità dei lavori, si capirà da settembre.

Andrea Bonatti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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