Sicurezza
Poste di Rossano, Pedrini si appella al presidente Rossi
«Ora basta con i calcoli ragionieristici, qui la popolazione è fatta soprattutto di anziani, ma le tasse le pagano»
ZERI. La chiusura delle poste di Chiesa di Rossano continua a tenere banco a Zeri a quasi tre anni dalla cancellazione.
Il sindaco Egidio Pedrini si batte da tempo per la riapertura dell'ufficio, tentando di coinvolgere la Regione e l'Unione dei comuni montani.
Quest'ultima con il presidente Oreste Giurlani ha parlato in estate di "morte della montagna", riferendosi ai 175 uffici postali inizialmente destinati a chiudere i battenti (poi sono diventati 74) per rispetto al principio di economicità. Un appello inascoltato: «L'ufficio di interesse (cioè quello di Rossano, ndc), a seguito degli esigui flussi di traffico, registrati nel tempo attraverso un costante monitoraggio - recita una comunicazione dell'ufficio affari istituzionali delle Poste arrivata al Comune di Zeri mercoledì- è stato inserito nel Piano degli interventi trasmesso annualmente all'Autorità di regolamentazione, ai sensi del contratto di programma in essere tra Poste Italiane e il Ministero dello sviluppo economico». E il "principio di universalità" continua a fare i conti con la necessità di razionalizzare. «E' evidente che il quadro normativo - continua la missiva - tende a realizzare un equo contemperamento tra le esigenze di capillarità del servizio e di efficiente gestione dello stesso».
Sull’argomento ci sarà un incontro tra il sindaco Egidio Pedrini ed il responsabile territoriale, ma nel frattempo il sindaco ha scritto nuovamente al presidente della Regione Enrico Rossi per ottenere manforte. «La situazione indicata nella lettera delle Poste al Comune di Zeri non è politicamente accettabile - scrive - sia per le motivazioni sia per i meccanismi indicati nella lettera stessa. Occorre sviluppare una forte iniziativa che scardini i meccanismi indicati nella lettera delle Poste. Questi meccanismi portano ad una discrasia ulteriore nel sistema italiano, con grave danno per i paesi di montagna, per le marginalità e a danno di una situazione di sviluppo del nostro territorio, dei pensionati e dei più poveri. La pura impostazione dell'equilibrio economico non è condivisibile se non inquadrata in un contesto generale di imposizione fiscale e dei servizi globali e dell'organizzazione statuale». Detto in parole povere: «I miei cittadini pagano le tasse - dice Pedrini - però poi devono spostarsi per ottenere un servizio come quello delle poste. Questo in un Comune con molti anziani, costretti a muoversi su strade difficili e in cui si vive molto di rimesse da fuori. Ridate le poste a Chiesa di Rossano, magari prendendo i fondi tagliando gli stipendi di qualche supermanager pubblico». (a.b.)
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