Il Tirreno

«Ora con noi Castelpoggio non sarà più un dormitorio»

di Alessandra Vivoli
«Ora con noi Castelpoggio non sarà più un dormitorio»

Al circolo Sandro Pertini l’orgoglio dei grillini per aver espugnato la roccaforte rossa Paolo Vaira: da vent’anni non si fanno più feste e riunioni, si è perso il valore della comunità

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CASTELPOGGIO. Un grande risultato, quello del Movimento 5 Stelle (40%) che ha staccato di oltre 10 punti il Pd (28,6%).

Una roccaforte rossa che fa i conti con il nuovo che avanza e, soprattutto un paese spaccato in due, in una manciata di metri, quelli che distano dalla pizzeria New Castle (come al squadra di calcio) in piazza - dove la maggioranza è fedele al Pd, e il circolo “Sandro Pertini”, poco prima della salita, divenuto “territorio dei grillini”.

E la novità di questa ultima tornata elettorale è che anche nel quartier generale “rosso”, in pizzeria, c’è chi il voto lo ha dato a Grillo.

«Sì, io Grillo l’ho proprio votato - dice Corrado Lorenzini, seduto nella pizzeria del paese - E l’ho fatto per dare una smossa a questi qui del governo».

È l’unico, ieri, nella limpida mattinata di sole, che in pizzeria la pensa così. Gli altri avventori non sono sulla stessa linea: «No, ci dispiace, noi non siamo con i 5 Stelle, ma se volete parlare con i grillini li trovate un po’ più giù al circolo, dopo la bottega di alimentari».

E, basta davvero percorre pochi metri a piedi che l’atmosfera, dentro allo storico ciroclo “Sandro Pertini” è completamente diversa. Al bar che porta il nome dello storico leader socialista, eroe della Resitenza e amatissimo presidente d’Italia, poco dopo mezzogiorno l’aperitivo è la più classica delle birrette, e appena si parla di Grillo tutti sono d’accordo: «E certo che l’abbiamo votato».

Davanti al circolo c’è la casa di Paolo Vaira, 37 anni, ex calciatore, ora artigiano bioedile e restauratore: al pian terreno, nella cantina della nonna già da due anni a questa parte si sono svolte le riunioni del Movimento. E Paolo è il coordinatore per Castelpoggio e per la Lunigiana. Qui in paese lo conoscono tutti. Lo chiamano dalla strada, lui si affaccia alla finestra e, senza neppure mettersi il giaccone addosso (ai bordi della strada ci sono ancora cumuli di neve) scende e ci racconta con semplicità il miracolo dei 5 Stelle a Castelpoggio.

«Abbiamo sotterrato tutta la banda - dice indicando la piazza - E senza fare il porta a porta, senza dare neppure un volantino».

Una campagna elettorale davvero diversa quella di cui parla Paolo Vaira che è partita dal riconoscimento e dalla valorizzazione del Dna castelpoggino.

«Io sono nato qui, e ho visto il paese morire - dice Paolo - Da vent’anni a questa parte è diventato un dormitorio: basta feste, basta comitati di partito, nulla di nulla. Eppure questa è una comunità che, in passato ha sempre contato su se stessa, si è sempre aiutata. Ma, ormai quei valori sembravano essere cancellati: ebbene noi abbiamo ricominciato da qui».

E così sono iniziate le riunioni dei grillini: «Nella cantina di mia nonna, e poi al circolo- racconta Paolo -Abbiamo ripreso ad uscire, qui in paese, per parlare di progetti, di cambiamento e della volontà di rinnovamento». Con un’anomali rispetto a quello che è accaduto un po’ in tutta Italia: «Noi non ci trovavamo in rete, ma qui, nel paese, e abbiamo parlato guardandoci negli occhi. In Lunigiana è stato lo stesso: ci riunivamo negli agriturismi, anche qui niente volantini, niente porta a porta. Solo la nostra voglia di dare un contributo per un futuro migliore» . E il vento, a Castelpoggio è davvero cambiato. Un risultato così eclatante forse non lo immaginavano nemmeno loro. Quelli che si riunivano in cantina e che ora sono il primo partito del paese.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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