Sicurezza
Inchiesta Asl, ci sono nuove intercettazioni
Rinviata la decisione del gup sul rinvio a giudizio degli ex direttori Scarafuggi e Delvino
MASSA. Ci sono nuove e recentissime intercettazioni telefoniche nell’inchiesta sul maxi buco nei bilanci dell’Asl di Massa Carrara che vede indagati con l’accusa di falso in atto pubblico gli ex direttori generali della sanità apuana Alessandro Scarafuggi (in carica dal 2002 al 2007) e Antonio Delvino (dg dal 2007 al 2010). Intercettazioni definite “corpose” ma che non sono state però ancora prse in visione (almeno non in forma analitica) dai difensori dei due ex dirigenti. Per questo gli avvocati Federico Bagattini e Alberto Corsinovi che difendono Scarafuggi; Roberto Valettini e Luca Pietrini, legali di Delvino, hanno chiesto la nomina di un perito a cui affidare la trascrizione dei “brogliacci” delle intercettazioni acquisite dalla procura. Istanza accolta dal gup Ermanno de Mattia, che ha aggiornato l’udienza al 21 marzo, per la nomina del perito.
Slitta dunque la decisione “di merito” del giudice per le udienze preliminari che deve decidere sulla richiesta della procura di rinviare a giudizio i due ex direttori. Nell’appuntamento di fronte al gup di ieri mattina doveva comparire anche Ermanno Giannetti l’ex direttore amministrativo dell’Asl, già condannato, con rito abbreviato a cinque anni e mezzo per peculato nell’ambito di questo provvedimento e attualmente in carcere deposizione. Dopo qualche ritardo che si pensava dovuto a un problema di traduzione dal carcere del detenuto, si è appreso che Giannetti si è avvalso della facoltà di non comparire.
Il secondo fatto è l’opposizione della difesa di Scarafuggi alla costituzione di parte civile della Regione Toscana: l’ente guidato da Enrico Rossi ritiene di essere vittima e danneggiato dal comportamento degli ex amministratori. Il gup ha respinto la richieste a ammesso la Regione come parte lesa.
L’inchiesta, lo ricordiamo, riguarda il maxi buco nei conti dell’Asl, lievitato, secondo le ultime stime, a oltre 400 milioni di euro e si sta articolando su due filoni. Il primo vede nel mirino Giannetti, che ha ammesso il reato di peculato (ed è stato per questo condannato) ma non quello di abuso di ufficio; Scarafuggi e Delvino, accusati di falso in atto pubblico. In altre parole, Giannetti si riconosce responsabile di ammanchi per circa 2 milioni di euro ma non di avere partecipato con i due ex dg al gigantesco occultamento di poste di bilancio che ha generato il dissesto .
In un procedimento connesso ma distinto, sono indagati lo stesso presidente della Regione Enrico Rossi, il consulente della Taitle Nicolò Persiani, la dirigente regionale Carla Donati e almeno altri due dirigenti dell’Asl.
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