Il Tirreno

«È Bertinotti che ci ha rovinato, altro che Grillo»

«È Bertinotti che ci ha rovinato, altro che Grillo»

A Torano l’exploit di M5S non stupisce nessuno, nemmeno chi ha votato Bersani Leonino: «Comunista da una vita, ma questa volta ho scelto il cambiamento»

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TORANO. Altro che televisioni. Dimenticatevi i salotti del piccolo schermo, i grandi conduttori e i pareri illustri: qui a Torano la politica si fa nel cuore del paese, davanti al circolo Arci, confortati da un tiepido sole e con tanta voglia di commentare una tornata elettorale che, ha segnato anche qui, storico borgo “rosso” che ha dato i natali al senatore di Rifondazione comunista Fausto Marchetti (il figlio Nciola era in lista al Senato per la lista di Ingroia), il sorpasso dei Cinque Stelle. Grillo, in paese è arrivato al 39,27% il Pd si è femrato al 29,32%.

Ora, metabolizzati i numeri delle urne, è il momento di dire la propria. E, qui, nel cuore delle Apuane l’alleanza fra Berasni e Grillo, a dispetto di quanto avviene a livello nazionale, smebra davvero un matrimonio che “s’ha da fare”.

«Io ho votato Bersani - ammette Irmo Giorgini - Ma Grillo è uno dei meglio, ora deve fare di più, deve rimboccarsi le maniche perché il bello viene ora».

Alessandro Bellotti, ex dipendente Amia in pensione, gestore del circolo Arci di Torano intitolato a Michelangelo, per prima cosa precisa: «Io ho votato Ingroia, ma devo ammettere che quello del Cinque Stelle è stato un risultato enorme».

E aggiunge: «Sicuramente il paese è stufo di questi politicanti che hanno ridotto il paese allo stremo e adesso bisogno guardare avanti: da sconfitti accettiamo con rispetto i vincitori».

Insomma nessun acredine, le tensioni politiche da qui sembrano davvero lontane. Basta non parlare di Fausto Bertinotti.

«È lui, è Bertinotti che ci ha rovinato - sentenzia Dante Rossi, cavatore in pensione - Qui eravamo tutti di Rifondazione comunista, altro che Pd: quando Fausto è diventato presidente della Camera, e non ministro del lavoro, il nostro partito è finito. Basta».

Dante è uno di quelli che Grillo non l’ha votato: «Ho sostenuto Bersani e la coalizione, ma più per tradizione che per convinzione. Comunque, e questo ci tengo a dirlo, sono contento dell’exploit di Grillo. E non dimentichiamo che è l’unico che ha fatto la sua campagna senza spendere i nsotri soldi».

Se qui, davanti al circolo di Torano molti avrebbero voluto votare Grillo, ma per fedeltà alle vecchie tradizioni non l’hanno fatto, c’è anche chi ammette, senza riserve, che un segnale di svolta l’ha dato. Proprio dentro al seggio.

«Io ho votato il Movimento Cinque Stelle - ammette Leonino Benetti, marmista in pensione - Ho scelto Grillo, ed è la prima volta che non voto la sinistra. Sono sempre stato di Rifondazione ma le cose, ora, sono troppo cambiate. Il cambiamento lo può fare soltanto Grillo».

Per Alberto Dell’Amico, bergiolese, cavatore e in trasferta a Torano giusto per un caffè, la vera chiave di volta, per la sinistra, poteva essere Matteo Renzi.

«Ci voleva lui, ci voleva Renzi e allora forse le cose sarebbero andate diversamente - sostiene Dell’Amico - Io il voto l’ho dato lo stesso a Bersani, ma non con la convinzione di sempre. Ora il rischio è di essere allo sbando, governare è una cosa seria ed è difficile davvero immaginare cosa potrà succedere».

Torano, una cosa è certa, la sua linea l’avrebbe già data: qui l’alleanza fra Grillo e la coalizione del Pd sarebbe già passata. (a.viv.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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