La manifestazione
Camorra, arrestato Stefano Di Ronza
L’imprenditore edile coinvolto nella maxioperazione che da Napoli ha attraversato anche la costa apuo versiliese
MASSA. Stefano Di Ronza, 52 anni, nato a Gricignano di Aversa, in provincia di Caserta, residente a Marina di Massa da circa 30 anni ma domiciliato a Carrara, noto imprenditore edile non solo in provincia di Massa Carrara ma in tutta la Versilia, è stato arrestato dalla Squadra Mobile di Massa ieri mattina, alle prime luci dell'alba, per associazione a delinquere di stampo camorristico (416 bis), in quanto affiliato al clan dei Casalesi.
Colpo grosso per Antonio Dulvi Corcione, capo della Mobile, e per i suoi uomini: lo seguivano da anni, su indicazione dei magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e Firenze e ieri mattina hanno concluso l'operazione con il blitz nella splendida dimora marinella del Di Ronza. Un blitz scattato contemporaneamente anche a Firenze, Lucca e Caserta, dove risiedevano gli altri 18 camorristi arrestati dalle squadre mobili e dalla D.I.A di Firenze e Napoli. La Procura napoletana aveva aperto, infatti, una corposa indagine sulle infiltrazioni del clan dei Casalesi sulla costa apuoversiliese e scoperto un sodalizio criminale con forti radici al sud, in Campania per lo più, ma lunghi rami al nord, nella ricca Versilia, appunto, e nella riviera apuana. Traffico di armi, riciclaggio ed estorsione sono alcuni dei reati contestati ai 19 affiliati che lavoravano per i Casalesi a distanza, ognuno con diverse mansioni e compiti.
Srefano Di Ronza, secondo gli inquirenti, è « imprenditore a disposizione del sodalizio con la funzione di veicolare le richieste di tangenti provenienti dai vertici campani agli imprenditori toscani, di ospitare e di assistere gli affiliati casalesi nel territorio toscano garantendo anche un impiego fittizio per godere di benefici nei procedimenti penali pendenti nei loro confronti e di ricercare imprese disponibili a partecipare a gare per la esecuzione di lavori per conto del sodalizio ricevendo in cambio di tale ampia disponibilità verso il sodalizio interventi tesi ad ottenere il recupero dei crediti verso debitori ovvero altri interventi intimidatori presso concorrenti nel medesimo mercato immobiliare e la copertura da ingerenze di altre organizzazioni criminali».
In sostanza una attività da concorso esterno in attività camorristica. Gli episodi contestati sono avvenuti a Lucca, Viareggio, Querceta e qualche caso, secondo la questura molto eclatante, anche a Massa Carrara.
Erano questi i 'servizi' che, per Direzione Distrettuale Antimafia, Stefano Di Ronza eseguiva per la camorra. Non quantizzabile, al momento, secondo gli agenti della squadra mobile, il giro di denaro 'locale' relativo a questa attività di estorsione, però in totale, dopo l'operazione, sono stati sequestrati beni immobili e denaro per 20 milioni di euro. Tra questi risultano anche palazzine, appartamenti e sedi di aziende intestate a Di Ronza. Un solo nome due vite: Stefano Di Ronza si trasferisce in provincia di Massa Carrara alla fine anni Ottanta, prende casa a Marina di Massa e mette su famiglia, oltre che un impero immobiliare. Fonda quattro imprese a partire dagli anni Novanta, ma le più risalgono al 2008: la D.S.G Costruzioni, la Dir Group Srl, la Fingest srl e la Finkesal .
Negli stessi anni anche il fratello Giovanni Di Ronza, completamente estraneo alle indagini, si mette a capo di quattro aziende, tra cui la grande Impregeco Edilizia srl, da cui partono le ristrutturazioni dei più importanti edifici tra Viareggio, Forte dei Marmi, Marina di Massa e Carrara. Prestigiosi alberghi, centri commerciali, ville e residence.
Secondo le indagini, sono tutte 'aziende di famiglia'comandate direttamente o indirettamente da Stefano Di Ronza, il cervello pensante. La Squadra Mobile conferma che Giovanni Di Ronza non è stato raggiunto da nessun provvedimento disciplinare, ma soltanto da una puntuale notifica degli atti giudiziari riguardanti il fratello Stefano.
Le imprese sono risultate in realtà pulite, nel senso che l'attività camorristica del Di Ronza non passava attraverso quei lavori o quelle ristrutturazioni importanti, ma soltanto attraverso l'estorsione di denaro verso altri imprenditori, soprattutto edili, della costa. E questo sarebbe avvenuto, secondo gli inquirenti, a richiesta con ordini partiti dal casertano.
Due vite, quindi, per Stefano Di Ronza, quella tutto casa e famiglia, impegnato a costruire piccoli residence e complessi residenziali, quella dell'imprenditore di successo, impegnato anche in politica, che posa con note show girl in foto postate sul suo profilo di Facebook, su sfondi da capogiro, tra piscine grandi come un monolocale e lussuosi salotti.
E l’altra vita, scoperta dagli inquirenti tramite anche una fitta rete di intercettazioni ambientali e telefoniche, di persona aderente ad una associazione di stampo camorristico.
Altro servizio a pag. 3
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