Proteste
Anche tra i presidenti sempre le stesse facce
Nominati dalla Corte d’Appello, hanno decenni di esperienza. Il “modello” del vecchio Pci
MASSA. In passato c’era il sorteggio, poi abbandonato perchè – si diceva – c’era il rischio di nominare una “squadra” di scrutatori inesperta. Poi, è arrivato il Porcellum, legge che si limita ad affermare che è la commissione elettorale a scegliere, dall’albo istituito in Comune, gli scrutatori ai seggi per ogni tornata elettorale.
Sempre le stesse facce. Conseguenza di questa legge, è che sono i consiglieri comunali a decidere, in ultima istanza, chi va ai seggi. E non di rado accade che siano sempre le solite persone. Con inevitabile contestazione da parte de degli esclusi. Che sono tanti, se si tiene conto che l’albo degli scrutatori è di circa 5.900 persone e che ad ogni tornata elettorale, vanno ai seggi 240 scrutatori.
Presidenti inamovibili? La contestazione riguarda anche i presidenti e i segretari di seggio . I presidenti di seggio vengono nominati dalla Corte di Appello, anche in questo caso attingendo da un albo, e valutando vari requisiti. Ai seggi, da decenni sono sempre gli stessi, o quasi. Ciò è dovuto, forse, a un ritardo da parte della Corte nel valutare eventuali nuove nomine ma anche a una “ratio” così riassumibile: puntiamo su persone che hanno esperienza e quindi tendiamo a a confermare le medesime persone.
Il Pci faceva così. La lottizzazione degli scrutatori ha lunga tradizione. Ricorda Piero Sacchetti, dirigente del Pd di Montignoso proveniente dal Pci: «Ai tempi del partito comunista era il partito a decidere chi andava ai seggi. Ma gli scrutatori si impegnavano a versare una parte del compenso al partito, più o meno a seconda delle sue condizioni economiche. E chi andava, aveva il compito preciso di contestare ogni piccola anomalia sui voti ai partiti avversari». Altri tempi.(c.f.)
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