Il Tirreno

Vince Andrea Rigoni (78%) spinto da Massa e Fivizzano Barbara Maffei si difende bene

Vince Andrea Rigoni (78%) spinto da Massa e Fivizzano Barbara Maffei si difende bene

L’ex assessore di Licciana Nardi vince a Montignoso e in nove comuni su 14 della Lunigiana L’onorevole soddisfatto: «Ho preso tante preferenze quanto il ministro Damiano a Torino»

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CARRARA. Andrea Rigoni il 15 febbraio prossimo festeggerà i 53 anni. E’ “nel mezzo del cammin di nostra vita”, ma intanto ieri sera con 5496 voti (sui 7006 espressi, il 30 novembre i votanti erano 13000 circa compresi i 2000 di Sel) ha conquistato sul campo, nella sua provincia, la sua quarta legislatura. Probabilmente da deputato (il listino regionale delle parlamentarie del Pd è unico: i posti -e i nomi - tra Camera e Senato verranno decisi dalla direzione regionale).

Suoi avversari nelle primarie provinciali erano Barbara Maffei, 32 anni, imprenditrice ed ex assessore a Licciana Nardi e Marco Musoni, renziano doc, imprenditore, dirigente sportivo.

Per loro rispettivamente 2436 voti e 682 voti. Maffei ha conquistato Montignoso e si è difesa benissimo in Lunigiana dove ha avuto la meglio su Rigoni in nove Comuni su quattordici. La differenza in voti l’ha però fatta Fivizzano dove Rigoni ha preso più di mille voti in un colpo solo. Una affluenza alle urne a Fivizzano superiore in dato assoluto a quella di Carrara.

Anche a Carrara Barbara Maffei , che nessuno conosceva fino a pochi giorni fa, ha fatto un grande risultato: 515 voti contro i 615 di Rigoni. Il malcontento dei tre circoli storici per l’esclusione dalla competizione per mancanza di firme di Gianluca Brizzi e di Maria Teresa Telara si è fatto sentire.

Ma a Massa Rigoni mette tutti in riga: 2992 voti contro i 703 di Maffei, e chiude il conto. Andrea Rigoni dunque tornerà in Parlamento, e può darsi stavolta con un ruolo diverso. Eletto per la prima volta nel 2001 al Senato, Rigoni era poi stato confermato nel 2006 e poi ancora nel 2008 alla Camera. Undici anni da onorevole ma ben 9 all’opposizione, ovvero con possibilità di incidere ridotte. Stavolta il Pd e il centrosinistra hanno buone carte per prendere in mano il governo dell’Italia e chissà che Bersani non si ricordi che qui in Toscana ha sconfitto Renzi solo a Massa Carrara e Livorno.

Soddisfatto del voto, Rigoni? «Certo, e ringrazio tutti per la fiducia. Ho preso 5500 voti su 7000, quasi il 78% di più non si può. Un dato assoluto interessante visto che a Torino il ministro Damiano ha preso 5800 voti. Ed anche l’affluenza alle urne, alla fine, è superiore alla media regionale e nazionale. Maffei? Brava, bravissima. L’abbiamo votata anche noi»Durante l’ultima legislatura Andrea Rigoni era componente della IV Commissione (Difesa), vicepresidente della Delegazione parlamentare all'Assemblea del Consiglio d'Europa e componente dell'Assemblea UEO. Rigoni è stato senatore nella XIV legislatura (componente della commissione Affari esteri) e deputato nella XV (componente della commissione Esteri).

«Ho lavorato molto in missione all’estero - spiega ora Rigoni - ma sono sempre stato presente e a disposizione del territorio. Credo che il nostro territorio abbia bisogno urgente di interventi, da parte dello Stato, a livello comunitario e ovviamente regionale. Su due questioni soprattutto: gli interventi di messa in sicurezza post alluvione e la questione lavoro. Su quest’ultimo tema ho già lavorato ottenendo dal governo degli impegni. Non solo assistenza (leggi ammortizzatori sociali) ma soprattutto servono procedure più snelle e agevolazioni per catturare investimenti e agevolare l’apertura di nuovi insediamenti produttivi. Qualcosa abbiamo già ottenuto e c’è un interessante lavoro del nostro partito per le zone franche urbane».

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