Il Tirreno

il caso

San Carlo, operai pronti alla lotta

Il rinnovo della cassa integrazione non è certo. E sale la tensione

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MASSA. Anno nuovo, vita nuova. Il vecchio adagio non vale per i lavoratori della San Carlo. «La storia è la solita - scrive Gianluca Attuoni dell’Unione sindacale italiana -, ormai va avanti da anni. Una realtà produttiva da sempre legata alla vita del paese di San Carlo, lo stabilimento di imbottigliamento dell'acqua e le sue terme. Una realtà produttiva che per anni ha significato molto per il territorio creando una fonte di reddito per molte famiglie. Ora abbandonata a se stessa e siamo arrivati anche ai licenziamenti».

«Ma è veramente abbandonata a se stessa o questo apparente abbandono nasconde altri fini? - si chiede Attuoni - È una domanda che ci siamo sempre posti e quanto sta accadendo in questi ultimi tempi potrebbe essere una ulteriore conferma. Dopo numerose trattative, finalmente, a giugno di questo anno, si è arrivati al passaggio di proprietà. Qualche aspettativa è sorta, arriva una nuova proprietà, investe e, quindi, vorrà dare un nuovo impulso alla produzione. Ma le speranze su cui gli operai avevano riposto fiducia, ben presto si sono rivelate irrisorie. Nulla è cambiato. Tutto è fermo, i dipendenti ancora in cassa integrazione - che scadrà a fine 2012 - hanno di fronte un futuro ancora più incerto di prima. L'unica proposta che è stata avanzata (in questi giorni) è un possibile rinnovo della cassa integrazione solo se tre di loro firmeranno un documento con il quale si impegnano a non impugnare il licenziamento che scatterà tra qualche mese».

Gli operai sono pronti alla lotta per la San Carlo.

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