Il Tirreno

Passa con il rosso, contesta la multa ora paga 2.500 euro

di Manuela D’Angelo
Passa con il rosso, contesta la multa ora paga 2.500 euro

La sanzione nel 2008 era 150 euro, ma la donna ha detto no Il giudice di pace le dà ragione, poi in secondo grado...

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MONTIGNOSO. Una multa di 150 euro si è trasformata in un salasso da 2500 euro per una giovane cittadina massese, che preferisce rimanere anonima, ma che ha passato quattro anni paradossali. La multa l'ha presa nel Comune di Montignoso, passando con il rosso, secondo la ricostruzione della polizia municipale, al semaforo dell'Aurelia che porta all'ingresso della città.

Quell'incrocio, infatti, è controllato da una piccola telecamera che scatta foto alle autovetture che passano con il rosso. La giovane automobilista riceve la multa, comunque salata, il 15 settembre 2008: 151 euro per essere precisi, ma lei ricorda perfettamente il giorno in cui si era recata a Montignoso, aveva percorso l'Aurelia e poi aveva svoltato al semaforo per recarsi verso Villa Schiff ed è certa di non essere passata con il rosso. Era nel mezzo della carreggiata ferma, perché davanti aveva un mezzo pesante e ha svoltato quando il semaforo era diventato appena giallo, anche perché non avrebbe potuto fare diversamente, visto che indietro non poteva tornare e l'incrocio era già stato impegnato. La donna si fa consegnare la documentazione necessaria, le foto scattate dalla telecamera all'incrocio e, sicura di non aver commesso infrazione, fa ricorso al giudice di pace. Il caso viene preso in carica da Massa e lei vince nel 2010 il ricorso. Il giudice di pace stabilisce che la multa andava annullata e che le spese andavano compensate.

Dunque né il cittadino privato né il comune di Montignoso avrebbero dovuto pagare spese legali. Ma il comune pare proprio non aver intenzione di rinunciare ai suoi 151 euro, che comunque fanno cassa in periodi di magra, e decide di portare la cittadina in tribunale per il secondo grado di giudizio, facendo appello alla sentenza del giudice di pace. La donna, essendo parte vittoriosa, crede di non aver nulla da temere, invece, nel 2012 arriva la sentenza di secondo grado del tribunale di Massa che la condanna a pagare 2000 euro di multa, lievitati per i quattro anni trascorsi dalla data dell'emissione, più le spese legali per l'avvocato del comune di Montignoso e l'Iva, per un totale di 2500 euro. Una stangata esagerata; la donna non ci pensa neanche a ricorrere in cassazione e di sicuro avrebbe fatto meglio a pagare 151 euro di multa e ad abbandonare il suo desiderio di giustizia. Il caso rimane emblematico, un unicum sicuramente in provincia: stranissimo il fatto che il giudice di pace di Massa nel 2008 abbia preso un tale abbaglio, lecita, comunque, la decisione del giudice che in secondo grado rivede il giudizio.

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