Il Tirreno

La città mi ha rieletto perciò rimango qui

di Cinzia Carpita
La città mi ha rieletto perciò rimango qui

Zubbani ha scelto: sull’opportunità lusinghiera di candidarmi al parlamento ha prevalso il senso di appartenenza, resto sindaco, c’è ancora molto da fare

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CARRARA. «Io resto in città»: Angelo Zubbani ha deciso di non candidarsi per il parlamento. Lo ha annunciato ieri mattina. La città era divisa su cosa avrebbe scelto: rimanere a fare il sindaco per finire anche il secondo mandato iniziato da appena 7 mesi, oppure intraprendere la corsa per le prossime politiche ed una poltrona da deputato. «Mi è stata offerta una seria e concreta opportunità dal Psi, ma ho fatto una scelta consapevole, non ho l’amaro in bocca e alla fine ho dormito sereno». Lo ha detto in una saletta del Comune, circondato dai capigruppo di maggioranza. Una lettera non scritta di dimissioni da sindaco, messa in mezzo a vari fogli di appunti che non legge. Parla a braccio.

«Si entra nella fase concitata che va verso il voto di fine febbraio, i partiti stanno completando le liste, il Psi ha partecipato alle primarie del centro sinistra ed è indirizzato a un accordo elettorale col Pd, sotto l’ombrello del partito socialista europeo che favorirà l’accordo per febbraio fra Psi e Pd.Anche nel caso in cui il Psi corresse autonomamente pur apparentato con il Pd, la dirigenza nazionale del mio partito mi aveva chiesto la disponibilità a candidarmi per il parlamento. Inizialmente avevo lasciato lì l’idea, poi ho avuto insistenze. E ora rompo gli indugi, per rispetto verso la città equamente divisa sulla possibilità che vada a Roma o resti. In me ha prevalso il senso di appartenenza alla città, considerando anche il privilegio del secondo mandato e il fatto che siamo come amministrazione impegnati su tanti fronti. Nelle linee programmatiche ho recentemente illustrato i temi e i problemi ancora da risolvere, compreso quello del dissesto idrogeologico. Per cui, su questo scenario – ha detto Zubbani – fra lo scegliere la possibilità di rappresentare la città a Roma come parlamentare, oppure continuare a farlo qui, ho deciso che resto in città, lavorando al meglio possibile per Carrara».

Il sindaco ha ricordato di avere detto nell’ultimo consiglio comunale quali sono i problemi urgenti del post alluvione, e il programma amministrativo da portare avanti. Ha sciolto quindi «in via definitiva» le incertezze sull’opportunità della sua candidatura alle elezioni politiche, «il mio tormento del giorni scorsi». Ha soppesato i punti di forza di una sua candidatura: dare a Carrara un proprio rappresentante in parlamento, sostenere a Roma le esigenze della città.

E ha soppesato anche altri elementi: il fatto che è stato rieletto da soli 7 mesi, che il territorio è stato ferito da due alluvioni. «Non credo certo di essere l’unica persona in grado di governare la città, ma pur prendendo atto della opportunità lusinghiera che mi è stata data sulla candidatura....».

Insomma, Angelo Zubbani continua a fare il sindaco. E ci scherza pure su: «Penso che la mia decisione faccia piacere a molti compagni di partito in Italia che si sono candidati al parlamento». Ma aggiunge più serio: «La federazione socialista rivendicherà un ruolo e considerazione per altri compagni, per un’altra possibile candidatura al mio posto».

Ma era proprio così sicuro che sarebbe stato eletto in parlamento? La sua scelta può essere stata condizionata dall’incertezza dell’esito elettorale?

«So che anche dalla segreteria nazionale del Pd (penso a una lista unitaria con il Pd in Camera e Senato) la mia candidatura sarebbe stata ben accettata. Insomma, avrei avuto una combinazione favorevole. Le condizioni di sicurezza per passare, ci sarebbero state. Come disse Bismark, ho fatto un giro di valzer. Che si chiude senza ulteriori ripensamenti».

Ieri mattina Zubbani ha presieduto la giunta, per impostare un programma di lavoro per l’inizio del 2013: «Gli assessori hanno avuto i compiti per le vacanze. Poi vedremo se li hanno fatti bene».

«La maggioranza ha dato prova di compattezza – aggiunge Zubbani - e di rispetto e lealtà reciproci. Mi sento privilegiato per il secondo mandato ricevuto dalla città, e che si sta svolgendo in un clima di condivisione».

Dunque, Angelo Zubbani ha archiviato l’opportunità adesso di candidarsi per il parlamento, ma l’idea resta viva per il futuro? Potrebbe riprenderla in considerazione quando avrà terminato la seconda legislatura come sindaco? Alla domanda, passa solo una brevissima ombra nei suoi occhi: la consapevolezza di avere detto no a una prospettiva politicamente importante (che, se colta, lo avrebbe costretto a dare le dimissioni aprendo così la via alla campagna elettorale in città per l’elezione di un nuovo sindaco).

«Ora non faccio ipotesi per il futuro. Ribadisco: ora a Roma no».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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