Attenzione
«Grazie anche a chi mi critica»
La promotrice ribadisce i motivi della protesta contro don Corsi
CARRARA. «Ringrazio le persone che aderiscono alla mia iniziativa e anche quelle che invece hanno fatto delle critiche, alcune, a parer mio, molto costruttive, altre frutto di un certo tipo di ignoranza». Così, su Facebook, scrive Alessandra Verdini, promotrice della protesta in programma stamani al Duomo contro le tesi di don Corsi. «Mi rendo perfettamente conto che l'iniziativa - aggiunge - sia abbastanza singolare e che possa risultare una provocazione di basso livello. Io credo che stamani le donne e gli uomini debbano dire no alle tesi di Corsi c.e non sono SOLO le tesi di un prete di periferia. L'ideologia espressa è alla base di molta cultura cattolica e di parte della nostra società, che, seppur laica, è imperniata di dogmi religiosi. Tale ideologia è la stessa che scatena la violenza sulle donne negli spazi pubblici e privati, è la stessa che noi dunque dobbiamo combattere quotidianamente. La minigonna, la scollatura e altro, sono bene accette, è chiaro, ma non sono indispensabili. Io chiedo alle donne di essere donne, fino in fondo, di essere se stesse. Senza paura alcuna, ma, al contrario, consapevoli che ognuna di noi deve prendere possesso su se stessa senza timore di essere giudicata una provocatrice». E aggiunge: «Vogliamo fare un'azione che si configuri non come una provocazione, ma il suo contrario. Sono credente e non voglio oltraggiare il luogo sacro della chiesa; voglio dire che anche il corpo della donna è sacro e non deve essere profanato da concetti anacronistici e offensivi. Forse non tutti sanno che l'Italia è stata segnalata dall'Onu come un paese in cui la violenza contro le donne è una vera e propria emergenza. Don Corsi ha esposto la sua opinione, e qualcuno mi dice che ha il diritto di farlo. E' vero. Anche noi però possiamo dire la nostra, e dovrebbero farlo anche gli uomini che non si riconoscono in quelle tesi, dove vengono descritti come incapaci di frenare i loro istinti. La violenza contro le donne è una violazione dei diritti umani, è un fenomeno sommerso e silenzioso che prende vita nella maggior parte dei casi in quello che dovrebbe essere il luogo più sicuro, la famiglia, ed è conosciuta bene solo dagli addetti ai lavori. Le donne stanno in silenzio, subiscono, forse anche alcune di quelle che criticano l'iniziativa. E' così che ci hanno insegnato a vivere. Chiedo non solo alle donne, ma anche agli uomini, di dire no», conclude. Appuntamento quindi stamani alla Messa delle 10,30.
Ad Alessandra Verdini chiediamo quante pensa che saranno le partecipanti all’iniziativa: «Lo vedremo al momento: ho ricevuto tante adesioni e come ho scritto tante critiche. Mi auguro che anche tanti uomini siano presenti per dimostrarci il loro sostegno».
Per protestare contro il volantino choc sul femminicidio, nel tardo pomeriggio di venerdì si è anche svolta una fiaccolata a Lerici.
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