Attenzione
Chiami il 118, risponde Pisa Ok alla centrale unica
La Regione approva l’accorpamento con Lucca, Livorno, Viareggio, Cisanello Vatteroni: può avere i suoi vantaggi ma sulla tecnologia c’è tanta strada da fare
MASSA. Adesso c’è l’ufficialità: la Regione dà il via libera al riordino del servizio sanitario e, con una delibera approvata due giorni fa dalla giunta regionale, mette in moto il processo che, tra le altre cose, porterà ad avere tre sole centrali operative del 118 in tutta la regione – oggi sono 12 – vale a dire una per ciascuna delle tre aree vaste su cui è organizzato il sistema sanitario regionale. La proposta aveva già incassato, il 4 dicembre scorso, l’approvazione del consiglio dei sanitari, organo regionale composto da medici (parere numero 59).
Nel caso della provincia di Massa-Carrara, a raccogliere le chiamate ci sarà dunque un’unica centrale accorpata con Lucca, Pisa, Livorno, Viareggio, con sede a Cisanello, Pisa. Ciò significa che, quando un cittadino chiamerà il 118 per chiedere un’ambulanza, risponderà un operatore da Pisa, candidata a ospitare la centrale unica.
Nei mesi scorsi, quando il progetto non era ancora sulla carta, la questione ha sollevato non pochi malumori soprattutto tra gli operatori. Saranno in grado, i centralinisti che risponderanno all’ombra della torre pendente, di individuare con precisione le località, anche le più piccole e sperdute, della Lunigiana o della costa apuana, per mandare a colpo sicuro l’ambulanza? Saprà distinguere, l’operatore pisano, tra Castagnola, Castagnetola e Castagneto Carducci? E a quando la rivoluzione?
«Sui tempi, dobbiamo fare ancora tanta strada almeno dal punto di vista tecnologico», spiega Roberto Vatteroni, responsabile del 118 di Massa-Carrara. «Penso ai telefoni, alla centrale stessa che ancora non esiste e va costruita. Probabilmente a Firenze (dove sorgerà una delle altre due centrali, ndr) in questo senso sono già attrezzati e il passaggio sarà più semplice. Ma per noi, che abbiamo un’area vasta formata da tante province e 1,3 milioni di abitanti, sarà più complicato».
La centrale unica – Vatteroni non lo nasconde – ha anche dei vantaggi, che sono anche i principi ispiratori che l’amministrazione regionale mette come pilastri della riorganizzazione. Ad esempio serve per rendere omogenea la valutazione dei criteri di appropriatezza di attivazione degli interventi e renderà standard il servizio regionale di elisoccorso, che ha in provincia di Massa-Carrara una delle tre basi operative.
«Inoltre in Europa – spiega Vatteroni – le linee guida sono già quelle di attivare un numero unico per le emergenze, il 112, e l’Italia è stata più volte sanzionata per non aver rispettato questi dettami».
Il problema, però, resta quello: «Chi lavora nella propria provincia – spiega Vatteroni riferendosi agli operatori del 118 – conosce le realtà locali. Con la centralizzazione del servizio viene a mancare questo aspetto: al paesello, nella frazioncina, come ci si arriva?».
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