Il Tirreno

Accordo sub judice per gli ex Aimeri

Accordo sub judice per gli ex Aimeri

Un escamotage per superare l’impasse che avrebbe rischiato di far saltare l’appalto per la raccolta dei rifiuti

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AULLA. Davvero non c’è pace quando si parla di rifiuti.

Infatti, ieri mattina decine di lavoratori ex Aimeri, l’impresa lombarda che era incaricata di raccogliere i rifiuti in tutta la Lunigiana, si sono ritrovati di fronte alla sede aullese dell’Unione di Comuni Montana della Lunigiana per fare sentire la loro voce. Agli operai non andava bene che una parte di loro venisse subappaltata a una terza società, quando a vincere la gara per la raccolta dei rifiuti per conto dell’Unione di Comuni Montana della Lunigiana è stata una associazione temporanea di imprese costituita dalla società cooperativa Arca di Cascina di Pisa e dalla società a responsabilità limitata San Germano di Pianezza di Torino.

Ma proprio questo è quello che volevano Arca e San Germano, ovvero subappaltare fra i diciotto e i venti lavoratori alla cooperativa Maris di La Spezia, mentre gli accordi alla base dell’appalto non prevedevano una simile operazione.

Ed è proprio su questa questione che c’è stato un autentico “muro contro muro” e si è andati vicini alla rottura fra aziende e sindacati, i cui rappresentanti si sono seduti ieri mattina attorno a un tavolo all’interno degli uffici aullesi dell’Unione di Comuni Montana della Lunigiana.

Difficile dire chi l’abbia spuntata e una soluzione di compromesso è stata inevitabile, anche perché il rischio che saltasse il tavolo c’è stato, con conseguenze che sarebbero state nefaste, a partire dall’indizione di una nuova gara, evento che avrebbe provocato la mancata raccolta dei rifiuti chissà per quanto.

A spiegare i termini dell’accordo raggiunto in extremis è Angelo Fruzzetti, segretario confederale della Cgil provinciale, contattato telefonicamente al termine della trattativa: «E’ stato un accordo tribolato e abbiamo dovuto ricorrere a quella che riteniamo una forzatura per chiuderlo. Visto che Arca e San Germano si rifiutavano di firmare, abbiamo fatto scrivere nell’accordo per l’assorbimento dei lavoratori ex Aimeri che le aziende in questione hanno la possibilità di passare una parte degli operai a una terza ditta, in questo caso la Maris. Però, secondo noi, non lo possono fare e se dovessero farlo la faccenda sarà messa nelle mani dei nostri avvocati, andremo davanti a un giudice e sarà questo a fare chiarezza. Per noi, comunque, gli operai non possono essere spezzettati in questo modo».

C’è da sottolineare anche che la preoccupazione principale dei settantaquattro lavoratori ex Aimeri è legata al fatto che gli operai eventualmente subappaltati potrebbero essere lasciati a casa quando le cose si chiariranno a livello di Aato rifiuti regionale, visto che in quel contesto, a quanto pare, non vengono presi in considerazione i lavoratori di ditte che hanno alle loro dipendenze operai subappaltati.

Ricordiamo che la situazione di crisi dell’Aimeri, precipitava nelle ultime settimane, con la raccolta dei rifiuti che avveniva e avviene a singhiozzo sulle strade. Una situazione che vedeva, come spesso accade, i lavoratori fra l’incudine e il martello, oggetto delle critiche dei cittadini/utenti, pur non avendo colpe per i crescenti disservizi, ma anzi dimostrando grande senso di responsabilità nel cercare di portare avanti la raccolta pur in una situazione di emergenza.

Gianluca Uberti

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