Il Tirreno

«Siamo come una provincia del Sud»

di Alessandra Vivoli
«Siamo come una provincia del Sud»

Il presidente di Assindustria spara a zero: il territorio ha bisogno di grandi aziende per creare nuovi posti di lavoro

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CARRARA. «La nostra provincia adesso è a livello di quelle del Sud. Così il problema della disoccupazione non potrà mai essere risolto. È necessario investire nell’industria, per questo si deve superare il vincolo del Sin e riorganizzare le infrastrutture per consentire alle aziende che hanno necessità di maxi trasporti, su modello del Gorgon del Pignone, possano insediarsi sul territorio. E creare nuovi posti di lavoro».

Parla in modo schietto il presidente di Assindustria Giuseppe Baccioli. Quello di ieri mattina, nella sede di Confindustria non è stato un appuntamento canonico per buttare giù bilancio dell’anno che sta per chiudersi, e gli auguri e i progetti per quello a venire. Ma molto di più, e, soprattutto, l’occasione per stilare una sorta di “agenda Baccioli” con le priorità messe bene in chiaro, così come la volontà di trovare un referente (leggi politica e istituzioni) con cui confrontarsi.

Il bilancio di un anno secondo Assindustria. «Il 2012 è stato un anno difficile - ha esordito il presidente degli industriali - Basti pensare che, a livello nazionale le due industrie più importanti, quella dell’auto e dell’edilizia, hanno subito rispetto al 2007 una flessione del 40%. Le ricadute di un momento congiunturale così critico sono sotto gli occhi di tutti anche sul nostro territorio, che ha dovuto patire anche gli effetti devastanti di due alluvioni. Tutta questa situazione negativa ci ha fatto perdere di vista le cose positive che, comunque in quest’anno ci sono state».

E l’ingegner Baccioli li snocciola gli tutti gli obiettivi raggiunti dalla città: «Dall’apertura della strada dei marmi, che ha permesso di cambiare la viabilità e dare respiro al traffico cittadino, fino alla risoluzione della crisi dei Nuovi Cantieri Apuania. Per questa vertenza, per la prima volta, è ha arrivata una risposta costruttiva, addirittura con due proposte “locali” e questo è un fatto decisamente positivo non solo per Nca ma anche per la vitalità dimostrata dal territorio stesso». E l’elenco dei traguardi positivi, raggiunti in un anno particolarmente difficile, continua: «La spedizione del modulo Gorgon del Pignone - spiega Baccioli - è stata il coronamento di un altro grande progetto industriale che, pur partendo con molti contrasti, ha potuto dimostrare, a tutto il mondo, le potenzialità tecniche che il territorio possiede». E, infine, per il numero uno degli industriali, due risultati importanti sono stati raggiunti anche nel mondo del lapideo: «La chiusura del contratto integrativo del marmo - dice - e l’asta dei blocchi per gli alluvionati che si è svolta la scorsa settimana. Un evento bello, spontaneo e incredibilmente rilevante visto che sono stati raccolti oltre 550mila euro».

L’agenda Baccioli. Per “ridare ossigeno” al territorio il presidente di Assindustria non ha dubbi ci sono una serie di cose da fare. «Il piano regolatore del porto deve trovare la sua attuazione - sottolinea Baccioli - sarebbe un gran bel segnale si svolta passare dalle parole ai fatti. Ma non solo questo, l’altro ostacolo da superare è quello del Sin, solo così si può ridare slancio agli interventi». Per quel che riguarda poi il settore lapideo: «Abbiamo l’opportunità di una legge regionale che può riequilibrare con trasparenza ed efficacia il mondo del marmo».

E per quel che riguarda gli abritrati in corso, fra Comune e industriali per definire le nuove tariffe dell’escavazione, il presidente Baccioli aggiunge: «Può essere letto in termini di conflitto ma io credo che il discorso degli arbitrati sia una grande opportunità per definire quote eque e un metodo che potrebbe davvero chiudere i contrasti andati avanti per anni».

«Nuove commesse per il Pignone». Non solo il progetto Gorgon. «Per il Pignone sono in arrivo altre commesse» annuncia l’ingegner Baccioli. E aggiunge: «Sono anche tante altre le grandi aziende che vogliono venire a investire qui: per questo è necessario rivedere le infrastrutture, e pensare a strade larghe almeno 16 metri, tali da consentire i maxi trasporti. È quello che ci chiedono, visto la vicinanza al porto, anche una maxi azienda della meccanica di Lucca ha messo gli occhi sul nostro territorio».

«Il futuro è nell’industria - ha concluso il direttore degli industriali Andrea Balestri - e alle ultime elezioni chi si è schierato contro non ha ottenuto i favori della città».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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