Il Tirreno

Primarie, caccia a due posti a Roma

Primarie, caccia a due posti a Roma

Sette candidati in provincia di Spezia, il sindaco di Sarzana scrive ai cittadini: ecco perché dopo 8 anni da sindaco lascio

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SARZANA. Tutto pronto per la grande giornata delle primarie per la scelta dei candidati del Pd per le elezioni politiche di fine febbraio. I seggi allestiti dalla macchina organizzativa del partito democratico nella provincia spezzina sono 73, con cinquecento volontari che permettono lo svolgimento di questo appuntamento. Si vota dalle 8 alle 21 e possono votare tutti coloro che si sono recati al seggio delle primarie del 25 novembre e del 2 dicembre e in più gli iscritti al Pd del 2011 che abbiano rinnovato la tessera 2012 o la rinnovino al seggio medesimo e che non si sono recati alle urne nelle primarie per la scelta del candidato premier. Il voto si esprime scrivendo il cognome dei candidati sulla scheda. Si possono dare al massimo due preferenze, un uomo e una donna.

I seggi. In Val di Magra, a Ortonovo seggi aperti a Dogana e a Casano, a Castelnuovo Magra si vota al centro sociale di Molicciara e nel centro storico, a Santo Stefano Magra i seggi sono in località Madonnetta, a Belaso e nel centro storico, a Sarzana si vota nei seggi del centro storico, nei quartieri di San Lazzaro, della Trinità, a Marinella, a Nave, a Sarzanello, alla Bradia, alla Crociata, ai Grisei, all’Olmo e Santa Caterina, a Falcinello e a Battifollo, ad Ameglia a Fiumaretta e nella biblioteca di Ameglia.

«Le primarie sono un grande fatto democratico - così il segretario provinciale del Pd, Moreno Veschi - tanto più di fronte ad una legge elettorale come il ‘porcellum’ che impone liste bloccate decise dai capi dei diversi partiti e delle diverse liste. Viceversa i candidati del Partito democratico, il loro stesso posizionamento nelle liste elettorali per la Camera e per il Senato, sono scelti dai cittadini».

I candidati. In lizza, dopo “il passo indietro” del presidente dell’Autorità Portuale Lorenzo Forcieri, restano il responsabile giustizia del Pd nazionale Andrea Orlando, il sindaco (ormai ex) di Sarzana Massimo Caleo, il sindaco di Varese Ligure Michela Marcone, l’ex assessore provinciale Paola Sisti e l’assessore di Vezzano Sabrina D’Arenzo. Con due posti buoni i papabili sono sicuramente Orlando e Caleo, ma le sorprese sono sempre dietro l’angola quando si tratta di primarie. E nel caso che Andrea Orlando venga nominato capolista per l'elenco ligure dei candidati alle elezioni politiche del 24 febbraio, la sua partecipazione alle primarie potrebbe sembrare inutile. L’onorevole spezzino invece vuol fugare ogni dubbio sul fatto di meritare la posizione che gli garantirà il posto alla Camera. «Il pronunciamento degli organi nazionali e regionali del Pd – ha sottolineato in un recente incontro - mi consente di dire con orgoglio di aver strappato il secondo parlamentare per il Pd spezzino, se sarò capolista. Mi è sembrato gusto nonostante queste indicazioni di sottopormi al voto delle primarie del 29 dicembre: questo mi consentirà di superare il crisma di passare per nominato. Purtroppo non siamo riusciti a cambiare il “porcellum”, ma ci mettiamo al vaglio degli elettori».

La lettera di Caleo. In una lettera aperta anche Massimo Caleo ha voluto spiegare le ragioni della sua candidatura alle Primarie. «Dopo essere stato il Sindaco di questa città per quasi otto anni – ha scritto Caleo - ho ritenuto di raccogliere la sfida delle primarie per poter rappresentare nella più alta Assise politica il nostro territorio. La stessa passione e lo stesso impegno che ho profuso in questi otto anni nel tentativo di risolvere le innumerevoli questioni che quotidianamente ho dovuto affrontare, li impiegherò per raggiungere, principalmente, due obbiettivi. Il primo consiste nel contribuire, sia con l’esempio sia con ogni appropriata iniziativa, a ridurre l’attuale distanza esistente tra la politica e il cittadino (…). Il secondo obbiettivo riguarda la nostra realtà locale. Si può aiutare il proprio territorio a contrastare la crisi e a favorire la crescita in diversi modi. C’è il lavoro del sindaco, diretto, immediato, circoscritto ai confini comunali. C’è il lavoro di chi in Parlamento si pone come riferimento delle istanze di un territorio assai più vasto. In buona sostanza, vorrei continuare ad occuparmi della mia Città e anche dell’intera Provincia in modo diverso e ancora più efficace. Nel contempo le mie dimissioni favoriranno il ricambio della classe dirigente locale consentendo ad una nuova generazione di assumere responsabilità sempre maggiori».

Da stamani, la parola alle urne della Val di Magra e della provincia di Spezia.

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