Il dolore
La Corte dei conti bacchetta Pontremoli
Problemi per il bilancio e il patto di stabilità, l’assessore Buttini: dovrei tagliare i ceri e gli addobbi per il patrono
PONTREMOLI. Il Comune di Pontremoli rischia di sforare il limite di indebitamento nel 2014.
Lo dice la Corte dei conti della Toscana con una comunicazione che è arrivata in Piazza Repubblica così come a molti altri Comuni della regione e della Lunigiana. La magistratura contabile fa notare come «in sede di analisi delle relazioni dei revisori sui bilanci preventivi, considera “gravi”, le irregolarità contabili che tali di per sé non sarebbero, ma che costituiscono un rischio per gli equilibri di bilancio, se ed in quanto accompagnate e potenziate da altre connesse irregolarità» e adotta «specifiche pronunce con la finalità di avvisare l’organo elettivo e di promuovere, eventualmente, le opportune misure correttive o compensative».
Tradotto dal burocratese significa che per quest'anno i conti sono apposto, che il prossimo ci sarà un leggero sforamento del livello di indebitamento e che l'anno dopo ancora il limite sarà invece superato in maniera sostanziale. «Il fatto è che abbiamo approvato il bilancio il 30 giugno - spiega l'assessore al bilancio Manuel Buttini - poi il governo Monti ha approvato una serie di decreti tra cui il cosiddetto "Salva Italia". E a quel punto i parametri sono cambiati e ci si ritrova a ricevere le contestazioni della Corte dei Conti. Sono in questa situazione il 90% dei Comuni toscani, quando sono andato al dibattimento a Firenze c'era la fila».
Il limite di indebitamento è passato dal 15% al 12% nel 2011, ma la legge impone che arrivi all'8% quest'anno, al 6% nel 2013 ed al 4% nel 2014. Per Pontremoli questo significherebbe superare il limite dello 0,69% il prossimo anno e del 2,26% l'anno ancora successivo. «E' matematicamente impossibile rispettare questi parametri - dice Buttini - anche perché ci sono dei mutui in corso. E questo nonostante nel 2011 non ne abbiamo acceso alcuno, anzi abbiamo programmato di estinguerne per quanto possibile con i fondi derivanti dalle alienazioni». Ma c'è di più, la Corte dei conti eccepisce anche sul rispetto del Patto di stabilità, puntando il dito sulla «mancata corrispondenza fra le previsioni della spesa di parte corrente e quelle indicate nel prospetto dimostrativo», ovvero il Comune «non ha considerato fra le previsioni di spesa la quota di spesa corrente prevista per il fondo svalutazione crediti». «Non è vero - ribatte l'assessore - abbiamo messo da parte una percentuale di quel fondo, che deriva dagli incassi delle multe tramite autovelox. Siccome per esperienza sappiamo che non si incassano mai totalmente ne abbiamo dovuto tenere conto, contandolo poi solo in fase di consuntivo». Altra obiezione: non c'è stato il ventilato taglio dell'80% delle spese di rappresentanza. «Stiamo parlando di 1.400 euro - assicura l'assessore - che noi usiamo per comprare i ceri, le corone e gli addobbi per le festività del patrono, della Madonna del Popolo, del 25 aprile e del 2 e 4 novembre. La legge dice che le feste patronali devono essere escluse dal taglio, e così abbiamo fatto. Per assurdo se avessimo speso decine di migliaia di euro in cene e quant'altro, oggi nonostante il taglio riusciremmo a coprire i costi». Ma cosa rischia ora il Comune di Pontremoli? «Assolutamente nulla - conclude Buttini - non c'è alcuna responsabilità».
Andrea Bonatti
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