«Niente soldi per il tunnel del Tambura»
Il ministro Corrado Passera ha risposto all’interrogazione di Rigoni: nei piani quinquennali dell’Anas l’opera non c’è
MASSA. Non c’è alcun finanziamento per la realizzazione del traforo del monte Tambura nè la faraonica opera (541 milioni di investimento per 21 chilometri) è inserita nel piano quinquennale degli investimenti dell’Anas. E’ quanto ha risposto il ministro Corrado Passera ad una interrogazione presentata dal parlamentare di zona Andrea Rigoni all’indomani dell’annuncio da parte del Comune di Vagli che l’Anas aveva dato il via libera al progetto di fattibilità del traforo.
In particolare ad una strada di 21 chilometri da Vagli alla via dei Marmi di Carrara passando sotto il Monte Tambura. Un tunnel di 4360 metri che da Vagli sbucherebbe sul versante di Forno e poi con viadotti la strada troverebbe il suo sbocco sulla strada dei marmi di Carrara vicino a Colonnata. Un progetto «criminale» secondo l’assessore alla protezione civile di Massa Loreno Vivoli. Il Comune di Massa si è espresso contro. E contro si è detto anche il Movimento 5 Stelle, il Cai, Italia nostra. Contro anche il Pd che con Rigoni ha chiesto lumi al governo. Passera ha risposto, in sostanza, che per ora tutto tace. «E questo è già motivo di soffisfazione - commenta Andrea Rigoni - A questo punto occorrerà vigilare affinché il prossimo Governo che uscirà dalle elezioni si impegni a non finanziare questa sciagurata opera».
Rigoni invita a sostenere il Partito Democratico «in quanto unica forza politica in grado di resistere a lobby, per la tutela dell'ambiente e delle nostre bellissime Alpi Apuane».
Non ci sono finanziamenti dice il ministro, ma va ricordato che comunque l’opera in gran parte verrebbe finanziata in regime di project financing. In accordo con i priati cioè e nel caso con aziende del marmo. Sotto il Tambura c’è infatti un grande giacimento di marmo. E il traforo verrebbe finanziato con l’escavazione dell’oro bianco, insomma il Tambura diventerebbe una grande cava per un’opera da fare in sette anni.
Si parla infatti di dare 10 concessioni a Vagli e 22 a Carrara. Un giro da milioni di euro.
Per gli ambientalisti, il Comune di Massa (quello di Carrara è più possibilista, quello di Vaglio lo vorrebbe fare subito) e lo stesso Rigoni l’opera è sciagurata perchè attraversa la zona speleologicamente più importante d' Italia, ricca di grotte carsiche. Non solo, a questa caratteristica si aggiunge soprattutto il fatto che custodisce nelle sue viscere la più grande sorgente idropotabile della Toscana, quella del Forno di Massa, con portata media annua di 1500 litri al secondo. Sotto c’è dunque la sorgente che alimenta anche il Frigido.
Per i grillini un’opera che si presenta come una strada dei marmi 2, per collegare più velocemente cave e frantoi della Garfagnana al porto di Carrara. Da bocciare.
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