Sicurezza
Liberalizzate le attività nell’area industriale
MASSA. C’è un’altra variante urbanistica che ormai è arrivata al capolinea (iscritta all’ordine del giorno del consiglio comunale) e che potrà dare una mano alle imprese ad investire nell’area...
MASSA. C’è un’altra variante urbanistica che ormai è arrivata al capolinea (iscritta all’ordine del giorno del consiglio comunale) e che potrà dare una mano alle imprese ad investire nell’area industraile.
Si tratta della variante che spazza via i vecchi criteri di insediamento basato sui codici Istat, che in pratica dividevamo in comparti rigidi la zona tra via Dorsale e via Massa Avenza, senza possibilità di interscambi: solo lavorazioni lapidee nell'area dell'ex Resine, solo attività manifatturiere nell'area dell'ex Azoto, solo manifatturiera meccanica nell'area ex Dalmine ad esempio. In parte si era già provveduto a liberalizzare queste aree con una variante nel 2007, adesso si completa l'opera anche per tutta la zona a monte di via Dorsale. La zona industriale aumenta così in mobilità e flessibilità nel dare le risposte agli imprenditori.
Secondo il sindaco Roberto Pucci la liberalizzazione potrebbe anche portare ad calmieramento dei prezzi dei capannoni e dei terreni visto che si supera il contingentamento delle varie zone.
Restano però dei precisi vincoli. «Niente nuovi insediamenti industriali chimici, conciari e della produzione della carta - ha spiegato recentemnete il sindaco Roberto Pucci - Abbiamo cambiato radicalmente l'approccio rispetto al passato: invece di fare un lungo elenco delle attività permesse nella zona abbiamo preferito fare un elenco di quelle escluse. Tutto quello che non è inserito nell'elenco è permesso».
Niente attività conciarie dunque o di tntura della pelle, ad esempio, niente fabbricazione della carta e affini (dagli imballaggi di cartone alla fabbricazione di prodotti igienico sanitari e per uso domestico in carta ovattata e cellulosa. Niente raffinerie di petrolio o prodotti di cokeria: abbiamo già dato. Niente fabbricazione di prodotti chimici di base fertilizzanti, materie plastiche e gomma sintetica. Vietata la fabbricazione di agrifarmaci e di altri prodotti chimici per l'agricoltura. E così pure pitture, vernici, smalti, inchiostri da stampa. Vietata anche la fabbricazione di esplosivi, di colle, di oli essenziali, di prodotti chimici per uso fotografico, la fabbricazione poi di fibre sintetiche. In una parola, al bando la produzione ad alto rischio di inquinamento.
E nella parte dell’area destinata ad uffici è invece proibito l’insediamento di affittacamere, ristoranti, pizzerie, gelaterie.
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