Sicurezza
Centro Gesco, nuovo stop Slittano cantieri e lavoro
In consiglio comunale manca il numero legale, rinviata l’approvazione definitiva Confartigianato: «Le aziende attendono da 12 anni, ora è un periodo particolare»
MASSA. Un ultimo intoppo ancora intralcia per l’ennesima volta la realizzazione del centro produttivo Gesco nell’area ex Olivetti Synthesis. Dopo dodici anni la cosa sembrava fatta, mancava solo l’approvazione definitiva della variante al Piano di lottizzazione convenzionato, per realizzare lotti più piccoli, da parte del consiglio comunale.
L’appuntamento fatidico era atteso per ieri sera, quando il consiglio si è riunito. Ma, dopo una giornata di attese e speranze da parte di Confartigianato e degli imprenditori interessati, il consiglio non ha raggiunto il numero legale. Tutto rimandato, dunque, alla prossima assise.
E sì che il passaggio in consiglio è ormai una pura formalità. Il progetto, insomma, è sul trampolino, dopo aver superato il ben più impegnativo passaggio in giunta. Presto, cioè, il centro Gesco, 90mila metri quadri alle spalle dello stadio, vedrà la luce e porterà nuove opportunità di lavoro per il territorio.
Dell’insediamento, come detto, si parla da una dozzina d’anni ma l’operazione è stata frenata da intoppi d’ogni genere. L’ultimo era stato, appunto, lo stop alla richiesta del consorzio di poter realizzare lotti di 400-500 metri quadri al posto di quelli da mille e più metri quadri come prevedevano le norme urbanistiche comunali.
Il consiglio comunale ieri doveva appunto dare il via libera alla variante per realizzare lotti più piccoli, come chiesto dal consorzio Gesco, composto dalle aziende che realizzeranno il centro. «La nostra realtà produttiva non contempera capannoni di 3mila metri quadri», spiega Gianfranco Oligeri, segretario di Confartigianato Massa-Carrara. «Per questo abbiamo fatto capire agli amministratori che il taglio doveva essere più piccolo e perciò ringrazio il sindaco, Roberto Pucci, e l’assessore Luigi Della Pina che si sono impegnati per arrivare a questo traguardo».
Un traguardo che sembrava raggiunto, ma che dovrà ancora attendere. L’investimento complessivo è stato di circa 40 milioni di euro, tutto sostenuto dai privati riuniti nel consorzio. All’inizio erano una quarantina le aziende pronte ad insediarsi ma col tempo qualcuna si è tirata indietro. «Adesso – spiega Oligeri – 35 aziende manifatturiere hanno prenotato altrettanti lotti, compresi quelli piccoli che nasceranno dopo l’approvazione della variante e che sono una decina del totale. Le attività che si insedieranno sono quelle vicine al territorio: meccanica, impiantistica, alimentazione».
Aziende significa lavoro. Dei 450 posti di lavoro che il centro Gesco porterà, la maggior parte sono già “occupati”, cioè sono i dipendenti delle ditte che si trasferiscono qui ma che sono già assunti. I protocolli di intesa con i sindacati, firmati a suo tempo, prevedono però anche un incremento occupazionale di 115 unità, attraverso il reinserimento, attraverso percorsi di riconversione professionale, di lavoratori espulsi dalle fabbriche del territorio. Una speranza, insomma, per tutte quelle persone, dalla Eaton in giù, che hanno perso il posto.
«Certo cadiamo in un periodo molto particolare», spiega Ezio Bertazzoni, presidente di Confartigianato Massa-Carrara. Che sulla questione dell’impiego è meno ottimista del segretario. «Le aziende sono rimaste col punto interrogativo per molto tempo – prosegue – ed è certo che, se questa variante fosse arrivata cinque o sei anni fa, era meglio per tutti. A sette anni dall’accordo, forse sarà un po’ più difficile mantenerlo. Comunque, con l’ufficialità riprende la fiducia delle aziende».
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