Finanza
Poste chiuse, firme di protesta
Dopo lo stop di Forno, la raccolta parte domani da Altagnana dove l’orario è stato ridotto
MASSA. Parte domani mattina la raccolta di firme in difesa dell'ufficio postale di Altagnana e più in generale a difesa degli sportelli nelle frazioni montane.
Poste Italiane hanno chiuso pochi giorni fa l’ufficio di Forno e ignorato poi la richiesta di proroga per 100 giorni avanzata dal governatore della Toscana Enrico Rossi.
All’ufficio postale di Altagnana è stato ridotto l’orario di apertura. Una settimana al mese starà aperto tre giorni e solo due nelle rimanenti settimanane. Un antipasto di una possibile chiusura?
I cittadini non ci stanno. E domani, a partire dalle 11, davanti all’ufficio postale di Altagnana partrà una raccolta di firme sotto un gazebo.
«Vogliamo sapere il destino degli uffici postali della montagna e delle periferie delle nostre città, dopo anni di versamenti e di depositi ne abbiamo il diritto, sia come clienti, sia come cittadini».
E' questo il coro unanime delle tante persone che, nei giorni scorsi, si sono trovate di fronte il cartello che annunciava il ridimensionamento di orario del presidio postale di Altagnana.
Il consigliere comunale Simone Ortori ha raccolto le proteste dei cittadini ed ha organizzato la manifestione di domani. «Sarà un momento di solidarietà e di proposta - dice Ortori - sia nei confronti di Forno e delle tante periferie che hanno subito il taglio dei servizi, sia per Posteitaliane con cui vogliamo aprire un confronto sul destino del presidio di Altagnana. Ho già interessato della questione il consigliere regionale Romanelli (SEL) e presenterò una interpellanza urgente in consiglio comunale.
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