Il Tirreno

Nuova chiesa per San Giuseppe Vecchio

Nuova chiesa per San Giuseppe Vecchio

Firmato il contratto per costruire, in 3 anni, il luogo di culto a Marina. Intanto i vandali danneggiano Santa Chiara

2 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Un regalo di Natale per la comunità della parrocchia di San Giuseppe Vecchio a Marina di Massa. Giovedì scorso il parroco, don Danilo Vita, alla presenza del comitato parrocchiale, dell’incaricato diocesano per l’edilizia di culto, don Luca Franceschini, e del progettista, l’architetto Anna Della Tommasina, ha apposto la sua firma sul contratto per la costruzione della nuova chiesa.

Si attende ora la prossima tappa, la posa della prima pietra. Non è più la pietra il materiale con cui oggi si costruisce ma è attesa con grande trepidazione questo gesto simbolico. Alla parrocchia tutti sperano sia prima dell’inizio della quaresima. Entro tre anni poi il complesso parrocchiale dovrebbe essere ultimato.

La nuova chiesa, con annessi i locali per l’attività pastorale, sostituisce quella costruita alla fine degli anni ’60 su progetto dell’architetto e sacerdote piemontese Angelo Verri mentre don Evasio Celoria guidava la parrocchia di Marina. La qualità dei materiali e le modalità di realizzazione hanno portato a tali problemi strutturali da far ritenere più vantaggiosa la demolizione dell’edificio che non il suo restauro.

Anche alla chiesa di San Giuseppe Artigiano al Cinquale problemi strutturali si sono manifestati in modo grave; lì tuttavia è stato possibile recuperare con un lavoro di consolidamento in parte realizzato e che presto sarà completato.

Marina di Massa sarà poi oggetto di un altro intervento di edilizia di culto con il completamento della chiesa della Beata Vergine della Consolazione che verrà ampliata sul retro per la costruzione della sacrestia, di una cappella per le celebrazioni nei giorni feriali e di alcuni locali parrocchiali.

Si sono poi conclusi con successo i lavori di salvataggio alla chiesa del Carmine e a ciò che rimane del convento di Santa Chiara. Il crollo del tetto dell’edificio ne aveva resa necessaria la chiusura e messo a rischio la conservazione. Grazie all’impegno della parrocchia della Rocca, al sostegno di Italia Nostra che ha raccolto un primo contributo di 25mila euro, al contributo della Fondazione della Cassa di Risparmio di Carrara è stato possibile provvedere alla messa in sicurezza dell’edificio. Il tetto dei locali verso mare è stato rifatto, consolidati i muri, aggiunte delle catene per rafforzare la struttura. L’edificio è salvo. L’intervento, realizzato dalla ditta Baldini srl di Carrara, è stato possibile grazie anche al contributo determinante (metà della cifra necessaria) della diocesi con i fondi dell’otto per mille che in piccola parte servono per il restauro o la costruzione delle chiese.

Ben lontano, però, è il recupero e il restauro completo di questo prezioso edificio. «Purtroppo – spiegano dalla parrocchia – mentre si lavora per questo scopo così importante e oneroso non mancano i vandali che imbrattano la facciata con le bombolette e rovinano quanto è a portata della loro ignoranza».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Tasse, Tari, Imu e multe: da oggi parte la rottamazione degli arretrati – Come fare domanda subito

di Redazione web