Il Tirreno

testimonianze dei passeggeri del pullman

«Mi sono ritrovato disteso in un campo, dolorante»

«Mi sono ritrovato disteso in un campo, dolorante»

REGGIOEMILIA. «Non ci siamo accorti di come sia successo. Abbiamo sentito solo quella grossa botta e le luci che, d’improvviso si sono spente». Alice Righelli, 24enne studentessa di Traversetolo...

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REGGIOEMILIA. «Non ci siamo accorti di come sia successo. Abbiamo sentito solo quella grossa botta e le luci che, d’improvviso si sono spente». Alice Righelli, 24enne studentessa di Traversetolo (Parma), racconta così del terribile incidente: anche lei viaggiava sul pullman diretto verso Reggio. «Siamo un gruppo di amici che ogni anno, a Natale, organizziamo questo pullman. Lo facciamo per essere tranquilli, per non rischiare. E invece è andata così...». E’ andata che, nonostante la saggia decisione di affittare un mezzo, hanno rischiato grosso, tutti quanti. «Ci siamo trovati nel fosso, con i guidatori del pullman e un nostro amico che sono volati fuori. Siamo usciti anche noi, poi ci siamo messi dall’altra parte della strada, perché sentivamo odore di fumo, di gasolio, temevamo che il mezzo potesse prendere fuoco - confida - Ma quando abbiamo visto quell’auto tutta accartocciata abbiamo capito che quello che era successo era molto grave. Sentivamo chiedere aiuto da dentro all’abitacolo, ma non sapevamo come aiutare. E poi nel giro davvero di pochissimo sono arrivati i soccorsi». Ma ad averla scampata davvero bella è uno dei ragazzi che viaggiavano sul pullman. E che era seduto davanti. «Eravamo da poco risaliti sul pullman dopo una sosta – racconta Diego Cavalli 28enne di Traversetolo – e, invece di ritornare subito a sedermi in fondo con gli altri, mi sono soffermato qualche minuto a chiacchierare con l’autista e i due accompagnatori». «Dell’impatto – prosegue – ricordo solo i fari dell’auto che all’improvviso ci siamo trovati davanti, poi più niente a parte l’erba del campo su cui mi sono ritrovato disteso e immobile, con i vestiti laceri e zuppi di carburante». E’ stato dimesso ieri mattina e a giudicare dall’esperienza che ha vissuto, può dirsi di essere stato miracolato. «I jeans – prosegue - erano tutti rotti, e zuppi di carburante dell’auto come le scarpe; io ero cosciente ma non riuscivo a muovermi, avevo dolori fortissimi alla caviglia e alla schiena». Sono stati gli amici i primi a soccorrerlo e a spostarlo lontano dai mezzi, per paura di un incendio.(d.v.)

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