Il Tirreno

Braccato e ferito, giovane falco si salva

Braccato e ferito, giovane falco si salva

Il rapace è stato recuperato e operato. Un pallino gli ha rotto l’omero ma tornerà a volare

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MASSA. S’era messo al sole, esausto, le due zampe che non si muovevano più. Così è stato avvistato, sabato scorso, un falco, un giovane sparviero ferito dalle fucilate dei bracconieri. Era nascosto dietro un cespuglio nei pressi della cava a San Lorenzo. La telefonata di un cittadino ha dato l’allarme e messo in moto un’imponente macchina di soccorso.

Il coordinatore delle guardie ecozoofile Oipa, Barbieri, e il suo agente, Gannetti, si sono subito precipitati sul posto per verificare la segnalazione. Contemporaneamente veniva allertato anche il Corbia (corpo boschivo ittico ambientale) che a sua volta ha chiamato gli operatori del soccorso veterinario su più fronti. Tutti impegnati in una corsa contro il tempo per salvare un animale la cui unica colpa è stata quella di imbattersi nei bracconieri.

Un incontro, quello con gli uomini col fucile, che lo ha lasciato ferito e destinato a morte certa. Per questo, forse, quando ha visto avvicinarsi altri “bipedi”, il falco ha istintivamente cercato di scappare, spostandosi faticosamente circa 50 di metri più avanti ma, non potendo reggersi sulle zampe, si è fermato esausto.

Il suo istinto a riprendere il volo, il grido sfinito e impaurito davanti alle due guardie ecozoofile che provavano ad avvicinarsi, ha dato però la possibilità di localizzarlo. Gannetti e Barbieri, muniti di apposito guantone, lo hanno immobilizzato e tranquillizzato immediatamente e hanno fatto tutti i dovuti rilievi, scritti e fotografici, in attesa che il comandante del Corbia, Simone Badalamenti, comunicasse dove dirottare il rapace per le prime cure necessarie alla sua sopravvivenza.

Il suggerimento del Corbia è stato quello di allertare il veterinario più idoneo e perciò il falco ferito è stato portato nella clinica veterinaria del dottor Luciano Borghetti a Marina di Carrara, dove il medico, con l’ausilio del suo staff, ha preso in cura a titolo gratuito, spinto anche dall’etica professionale, il rapace.

E esaminato il corpo, il veterinario ha riscontrato ferite lacero contuse sul fianco e sulla coscia sinistra, la presenza di due pallini di vario calibro da arma da fuoco, uno sulla spalla e uno nella regione parasacrale. Uno dei pallini aveva anche fratturato l’omero del povero uccello.

Scaldato e coccolato come un cucciolo, il falco si trova da sette giorni alla clinica veterinaria Borghetti dove è tenuto sotto osservazione e sottoposto ad accertamenti, lastre radiografiche comprese, per capire le cause del ferimento, in attesa di una piena guarigione.

Del caso è stata informata anche la Forestale. A operazione finita i rispettivi comandanti si sono recati al comando provinciale del Corpo forestale di Stato dove è stata depositata la denuncia di rinvenimento per bracconaggio con eventuale trasmissione alla Procura della Repubblica. La denuncia è stata trasmessa anche alla polizia provinciale.

«In attesa del rilascio, che comunicheremo quanto prima, auguriamo pronta guarigione al nostro amico falco – spiega Badalamenti – e ringraziamo tutti coloro che hanno operato a questa missione spinti dallo spirito che ci accomuna, ovvero la tutela del territorio ringraziamo le due guardie ecozoofile per il loro operato, la clinica veterinaria e le istituzioni preposte».

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